
Dopo un’inaspettata operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, la Federal Aviation Administration ha chiuso vaste aree dello spazio aereo caraibico ai vettori statunitensi il 3 gennaio 2026. American, Delta, JetBlue e Spirit hanno cancellato centinaia di voli, scatenando il caos nelle riprenotazioni per i viaggiatori nordamericani diretti verso mete soleggiate invernali.
L’avviso della FAA non riguarda le compagnie aeree non statunitensi, e Air Canada ha dichiarato che i suoi servizi verso Caraibi e Sud America “proseguono normalmente” secondo le direttive di Transport Canada. Tuttavia, i team canadesi dedicati ai viaggi aziendali stanno monitorando attentamente la situazione; qualora le autorità canadesi adottassero misure simili alla FAA, gli itinerari per viaggi incentive, rotazioni nel settore petrolifero e gas, e voli cargo potrebbero subire cancellazioni improvvise.
Le compagnie aeree hanno sospeso le penali per modifiche di viaggio fino al 4 gennaio, ma la disponibilità di posti è limitata, dato che i vettori canadesi operavano già vicino alla massima capacità nel periodo post-festivo. I consulenti per la gestione del rischio di viaggio consigliano alle aziende di mantenere biglietti flessibili per i dipendenti, evitare finestre strette per l’imbarco su navi da crociera e predisporre piani di emergenza per eventuali cambiamenti improvvisi nello spazio aereo.
Se il Canada dovesse imporre restrizioni simili, gli aerei sarebbero costretti a deviazioni via Bermuda o il nord del Sud America, con conseguenti aumenti di costi per carburante e turni dell’equipaggio—spese che potrebbero riflettersi sui prezzi dei biglietti su rotte molto frequentate come Toronto–Barbados e Montréal–Cancún.
L’avviso della FAA non riguarda le compagnie aeree non statunitensi, e Air Canada ha dichiarato che i suoi servizi verso Caraibi e Sud America “proseguono normalmente” secondo le direttive di Transport Canada. Tuttavia, i team canadesi dedicati ai viaggi aziendali stanno monitorando attentamente la situazione; qualora le autorità canadesi adottassero misure simili alla FAA, gli itinerari per viaggi incentive, rotazioni nel settore petrolifero e gas, e voli cargo potrebbero subire cancellazioni improvvise.
Le compagnie aeree hanno sospeso le penali per modifiche di viaggio fino al 4 gennaio, ma la disponibilità di posti è limitata, dato che i vettori canadesi operavano già vicino alla massima capacità nel periodo post-festivo. I consulenti per la gestione del rischio di viaggio consigliano alle aziende di mantenere biglietti flessibili per i dipendenti, evitare finestre strette per l’imbarco su navi da crociera e predisporre piani di emergenza per eventuali cambiamenti improvvisi nello spazio aereo.
Se il Canada dovesse imporre restrizioni simili, gli aerei sarebbero costretti a deviazioni via Bermuda o il nord del Sud America, con conseguenti aumenti di costi per carburante e turni dell’equipaggio—spese che potrebbero riflettersi sui prezzi dei biglietti su rotte molto frequentate come Toronto–Barbados e Montréal–Cancún.
Fonte: Reuters
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