
La tanto attesa riforma digitale dell’immigrazione in Polonia è ora pienamente operativa. Dalle 00:00 del 1° gennaio 2026, ogni domanda per il permesso di soggiorno temporaneo deve essere presentata esclusivamente tramite il portale elettronico Moduł Obsługi Spraw (MOS), firmata con firma elettronica qualificata e autenticata tramite il Profilo Fidato del richiedente o l’e-ID UE. I fascicoli cartacei consegnati a uno dei 16 uffici voivodali del Paese saranno considerati “non presentati”, costringendo datori di lavoro, fornitori di servizi di relocation e lavoratori stranieri a passare immediatamente al digitale.
Gli aumenti delle tariffe sono altrettanto significativi quanto la trasformazione tecnologica. La tassa standard per il permesso di soggiorno è salita da 100 a 400 PLN, mentre i permessi per lavoratori distaccati ora costano 800 PLN. Parallelamente, le tariffe per i visti nazionali (tipo D) sono aumentate a 200 €, mentre quelle per i visti Schengen (tipo C) a 90 €. Il Ministero dell’Interno giustifica l’incremento con la necessità di finanziare la sicurezza informatica e il personale del nuovo portale, ma i team HR lamentano che i budget per la mobilità del 2026 sono stati messi a dura prova già nella prima settimana dell’anno.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la sfida operativa immediata è registrare ogni dipendente straniero al Profilo Fidato e alla firma elettronica qualificata, quindi formarli all’uso di MOS. I primi utenti segnalano problemi di timeout e sessioni perse; i consulenti consigliano di fare screenshot delle schermate chiave della presentazione come prova di invio tempestivo, almeno fino a quando la piattaforma non si stabilizzerà. La mancata adesione comporta conseguenze gravi: lavorare senza un permesso regolarmente presentato espone sia il datore di lavoro sia il dipendente a sanzioni e, nei casi più gravi, al divieto di future sponsorizzazioni.
A medio termine, la digitalizzazione completa dovrebbe accelerare i tempi di valutazione. Le autorità promettono che MOS ridurrà i tempi di elaborazione del 30%, eliminando ritardi postali e grazie alla convalida automatica dei dati. Se questi miglioramenti si concretizzeranno, la Polonia potrebbe tornare a competere con Repubblica Ceca e Ungheria per le assegnazioni UE a tempo determinato.
Strategicamente, però, le tariffe più alte potrebbero scoraggiare i centri servizi più piccoli dal scegliere la Polonia. Gli operatori globali di Shared Services che valutano Kraków o Łódź dovranno ora confrontare il costo di 800 PLN per i lavoratori distaccati con opzioni più economiche nei Paesi baltici o nei Balcani. Le aziende già presenti sul territorio dovranno rinegoziare i budget per le assegnazioni e, in alcuni casi, rivedere i contratti con i clienti che avevano previsto le tariffe del 2025.
Gli aumenti delle tariffe sono altrettanto significativi quanto la trasformazione tecnologica. La tassa standard per il permesso di soggiorno è salita da 100 a 400 PLN, mentre i permessi per lavoratori distaccati ora costano 800 PLN. Parallelamente, le tariffe per i visti nazionali (tipo D) sono aumentate a 200 €, mentre quelle per i visti Schengen (tipo C) a 90 €. Il Ministero dell’Interno giustifica l’incremento con la necessità di finanziare la sicurezza informatica e il personale del nuovo portale, ma i team HR lamentano che i budget per la mobilità del 2026 sono stati messi a dura prova già nella prima settimana dell’anno.
Per i responsabili della mobilità aziendale, la sfida operativa immediata è registrare ogni dipendente straniero al Profilo Fidato e alla firma elettronica qualificata, quindi formarli all’uso di MOS. I primi utenti segnalano problemi di timeout e sessioni perse; i consulenti consigliano di fare screenshot delle schermate chiave della presentazione come prova di invio tempestivo, almeno fino a quando la piattaforma non si stabilizzerà. La mancata adesione comporta conseguenze gravi: lavorare senza un permesso regolarmente presentato espone sia il datore di lavoro sia il dipendente a sanzioni e, nei casi più gravi, al divieto di future sponsorizzazioni.
A medio termine, la digitalizzazione completa dovrebbe accelerare i tempi di valutazione. Le autorità promettono che MOS ridurrà i tempi di elaborazione del 30%, eliminando ritardi postali e grazie alla convalida automatica dei dati. Se questi miglioramenti si concretizzeranno, la Polonia potrebbe tornare a competere con Repubblica Ceca e Ungheria per le assegnazioni UE a tempo determinato.
Strategicamente, però, le tariffe più alte potrebbero scoraggiare i centri servizi più piccoli dal scegliere la Polonia. Gli operatori globali di Shared Services che valutano Kraków o Łódź dovranno ora confrontare il costo di 800 PLN per i lavoratori distaccati con opzioni più economiche nei Paesi baltici o nei Balcani. Le aziende già presenti sul territorio dovranno rinegoziare i budget per le assegnazioni e, in alcuni casi, rivedere i contratti con i clienti che avevano previsto le tariffe del 2025.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News