
Per dominare il boom globale del lavoro da remoto, le autorità emiratine hanno aggiornato le linee guida per il visto di lavoro remoto di un anno, semplificando le procedure e chiarendo i requisiti di reddito. I candidati devono ora dimostrare un reddito mensile di 3.500 USD (circa 12.850 AED), ridotto rispetto ai precedenti 5.000 USD, tramite estratti conto bancari degli ultimi tre mesi o una lettera di impiego da un’azienda estera.
L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP) ha inoltre trasferito l’intero processo sulla piattaforma digitale eChannel, eliminando la necessità di rilevamenti biometrici in presenza fino all’arrivo negli Emirati. Una volta negli UAE, i lavoratori da remoto devono completare la visita medica e la registrazione dell’Emirates ID entro 30 giorni, momento in cui possono anche sponsorizzare coniugi e figli per la durata residua del visto.
Sviluppatori immobiliari e operatori di spazi di coworking si stanno preparando: il distretto Business Bay di Dubai ha registrato un aumento del 22% nelle richieste di postazioni flessibili dopo l’annuncio, mentre Hub71 di Abu Dhabi ha lanciato un pacchetto “landing pad” sovvenzionato che include spazio di lavoro, assistenza sanitaria e alloggi arredati.
Per le aziende, le nuove regole riducono i rischi legati a forme di lavoro non ufficiali, offrendo un percorso conforme per i dipendenti che desiderano vivere negli UAE mantenendo il contratto nel paese d’origine. I responsabili della mobilità internazionale devono però prestare attenzione ai rischi di stabile organizzazione; i consulenti fiscali consigliano di limitare il potere decisionale in UAE dei dirigenti che lavorano da remoto.
Con un’eccellente connettività in fibra, viaggi senza visto verso 180 destinazioni e assenza di imposta sul reddito personale, gli Emirati puntano su questa corsa al lavoro da remoto per diversificare l’economia oltre i settori dell’energia e del turismo.
L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP) ha inoltre trasferito l’intero processo sulla piattaforma digitale eChannel, eliminando la necessità di rilevamenti biometrici in presenza fino all’arrivo negli Emirati. Una volta negli UAE, i lavoratori da remoto devono completare la visita medica e la registrazione dell’Emirates ID entro 30 giorni, momento in cui possono anche sponsorizzare coniugi e figli per la durata residua del visto.
Sviluppatori immobiliari e operatori di spazi di coworking si stanno preparando: il distretto Business Bay di Dubai ha registrato un aumento del 22% nelle richieste di postazioni flessibili dopo l’annuncio, mentre Hub71 di Abu Dhabi ha lanciato un pacchetto “landing pad” sovvenzionato che include spazio di lavoro, assistenza sanitaria e alloggi arredati.
Per le aziende, le nuove regole riducono i rischi legati a forme di lavoro non ufficiali, offrendo un percorso conforme per i dipendenti che desiderano vivere negli UAE mantenendo il contratto nel paese d’origine. I responsabili della mobilità internazionale devono però prestare attenzione ai rischi di stabile organizzazione; i consulenti fiscali consigliano di limitare il potere decisionale in UAE dei dirigenti che lavorano da remoto.
Con un’eccellente connettività in fibra, viaggi senza visto verso 180 destinazioni e assenza di imposta sul reddito personale, gli Emirati puntano su questa corsa al lavoro da remoto per diversificare l’economia oltre i settori dell’energia e del turismo.
Fonte: The Times of Gulf
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