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Comitato parlamentare svizzero blocca l'iniziativa per la naturalizzazione accelerata

gen 25, 2026
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Comitato parlamentare svizzero blocca l'iniziativa per la naturalizzazione accelerata
Il Comitato per le Istituzioni Politiche del Consiglio Nazionale svizzero ha inflitto un duro colpo il 24 gennaio 2026 ai sostenitori che chiedono di abbreviare i tempi per ottenere il passaporto svizzero. Con 17 voti favorevoli e 8 contrari, il comitato ha raccomandato all’intera camera bassa di respingere l’iniziativa popolare “A favore dei diritti civili moderni (iniziativa per la democrazia)”, che mira a rendere il governo federale – e non più i cantoni – l’unica autorità competente in materia di cittadinanza, permettendo alla maggior parte dei residenti stranieri di richiedere la naturalizzazione dopo soli cinque anni di residenza legale.

I promotori dell’iniziativa sostengono che l’attuale sistema di naturalizzazione svizzero sia costoso, imprevedibile e anacronistico. Oggi, gli stranieri devono generalmente risiedere per dieci anni, superare test cantonali di lingua e integrazione e ottenere l’approvazione da parte di enti comunali, cantonali e federali. Poiché ogni cantone stabilisce tariffe e procedure proprie, i costi possono variare da poche centinaia a diverse migliaia di franchi svizzeri e i tempi di elaborazione sono molto diversi. I riformatori affermano che questo sistema frammentato scoraggia i talenti globali che altrimenti potrebbero stabilirsi – insieme alle loro aziende – nell’economia svizzera a lungo termine.

Comitato parlamentare svizzero blocca l'iniziativa per la naturalizzazione accelerata


La maggioranza del comitato ha replicato che la cittadinanza è una questione di sovranità regionale sancita dalla Costituzione federale. I critici dell’iniziativa sostengono inoltre che un periodo di attesa di cinque anni sia troppo breve per dimostrare un’integrazione duratura e una conoscenza della vita civica svizzera. Temono che un cambiamento repentino possa causare un’ondata di domande che sovraccaricherebbe gli uffici immigrazione e scatenerebbe una reazione politica in un paese dove l’immigrazione resta un tema delicato.

Per datori di lavoro e responsabili della mobilità internazionale, il voto segnala che un percorso rapido verso la cittadinanza è improbabile nel prossimo futuro. Ciò significa che il personale straniero altamente qualificato continuerà a dipendere dal rinnovo dei permessi di soggiorno e lavoro per almeno un decennio prima di poter godere delle libertà di viaggio e dell’accesso al mercato del lavoro UE garantiti dal passaporto svizzero. I team HR dovrebbero quindi continuare a pianificare le assegnazioni all’estero tenendo conto delle tempistiche dei permessi B e C e mantenere una comunicazione chiara con gli assegnati riguardo alle difficoltà per il trasferimento permanente.

L’intera Camera dei Rappresentanti discuterà l’iniziativa nella prossima primavera. A meno di un cambiamento di clima parlamentare, gli osservatori prevedono che la proposta sarà infine sottoposta a referendum nazionale – un processo che potrebbe spostare qualsiasi riforma ben oltre il 2027.
Fonte: SWI swissinfo.ch

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