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La Svizzera conferma il pieno diritto di libera circolazione per i lavoratori croati

gen 15, 2026
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La Svizzera conferma il pieno diritto di libera circolazione per i lavoratori croati
Il Consiglio Federale svizzero ha deciso formalmente di non attivare la sua "clausola di salvaguardia" per i cittadini croati nel 2026, dopo aver analizzato le statistiche sui permessi per l’intero anno solare 2025. I dati governativi mostrano che lo scorso anno sono stati rilasciati solo 1.701 permessi di soggiorno B e 792 permessi di breve durata L ai croati, ben al di sotto delle soglie (2.004 B e 1.116 L) che avrebbero fatto scattare la reintroduzione delle quote. Di conseguenza, i cittadini croati godono ora dello stesso libero accesso al mercato del lavoro svizzero riservato agli altri cittadini UE e EFTA.

La decisione chiude un periodo di transizione di 10 anni iniziato con l’adesione della Croazia all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) nel 2017. Durante questo periodo, Berna si riservava il diritto di applicare limiti numerici in caso di picchi migratori. Nel novembre 2025 il Consiglio Federale aveva avvertito che avrebbe utilizzato questa clausola di salvaguardia per il 2026 se i limiti fossero stati superati, spingendo molti team HR ad accelerare i piani di assunzione. L’aggiornamento di mercoledì elimina questa incertezza e garantisce stabilità legale ai datori di lavoro che pianificano i budget per il personale del 2026. (zivi.admin.ch)

La Svizzera conferma il pieno diritto di libera circolazione per i lavoratori croati


Per le multinazionali con centri servizi condivisi a Zurigo e Basilea, la decisione significa che i candidati croati possono ora essere trasferiti o assunti localmente senza l’onere amministrativo di monitorare le quote o pianificare contingenze. I settori che già fanno ampio affidamento sui talenti croati — edilizia, sanità e commercio al dettaglio — prevedono un’integrazione più fluida e meno rifiuti a sorpresa durante l’anno. I responsabili della mobilità dovranno comunque considerare alcune settimane per l’elaborazione cantonale delle autorizzazioni di lavoro individuali, ma i limiti di capacità non saranno più un ostacolo.

L’Ambasciata croata a Berna ha accolto con favore la decisione, sottolineando che i flussi di rimesse dalla diaspora svizzera hanno superato i 380 milioni di franchi lo scorso anno. Anche Bruxelles ha lodato la Svizzera per aver rispettato lo spirito dell’ALC nonostante le pressioni politiche interne. Guardando al futuro, la clausola di salvaguardia unilaterale scadrà definitivamente il 31 dicembre 2026, senza ulteriori revisioni delle quote previste.

Consiglio pratico: i datori di lavoro possono ora trattare i passaporti croati come qualsiasi altro documento UE per trasferimenti intra-aziendali o nuove assunzioni, ma devono continuare a registrare i dipendenti online tramite la procedura standard di notifica prima dell’inizio dell’incarico.
Fonte: Federal Council press release

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