
Il governo irlandese ha compiuto un passo decisivo il 12 febbraio 2026, approvando lo schema generale del disegno di legge sullo scalo aeroportuale di Dublino (capacità passeggeri), una normativa che eliminerà finalmente il limite di 32 milioni di passeggeri annui che dal 2007 ha vincolato il principale gateway internazionale dell’Irlanda.
Il ministro per l’Impresa, il Turismo e l’Occupazione, Peter Burke, ha dichiarato ai giornalisti che la misura è fondamentale per un’economia insulare che dipende da “collegamenti internazionali affidabili e competitivi”. Il disegno di legge passerà ora a un esame pre-legislativo prima di essere discusso in entrambe le Camere dell’Oireachtas, ma i funzionari prevedono un sostegno trasversale, dato che la Corte Suprema ha già sospeso l’applicazione del limite in attesa di un rinvio all’UE.
Le imprese hanno fatto pressione per il cambiamento. Gli esportatori lamentano che i limiti di capacità rendono più difficile ottenere spazio per il cargo in stiva, mentre le multinazionali segnalano perdite di tempo e costi maggiori a causa delle restrizioni sugli slot. Gli enti turistici sottolineano la perdita, nell’inverno 2024/25, di diverse frequenze transatlantiche, tagli che hanno ridotto di circa 220.000 i posti disponibili in arrivo e hanno penalizzato l’occupazione alberghiera nelle regioni.
L’eliminazione del limite si integra con il piano infrastrutturale da 2 miliardi di euro dell’Autorità aeroportuale di Dublino, che prevede nuovi piazzali di contatto, sistemi bagagli potenziati e un nuovo molo a basso consumo energetico progettato per accogliere i jet wide-body di nuova generazione. Burke ha però sottolineato che la crescita sarà “bilanciata da obblighi di sostenibilità”, citando i programmi di mitigazione del rumore e l’impegno a far sì che almeno il 50% dei movimenti utilizzi velivoli più silenziosi entro il 2028.
Per i responsabili della mobilità aziendale la legge offre certezze: si potrà riprendere la pianificazione a lungo termine delle rotte, gli assegnati avranno meno problemi di prenotazione nei periodi di picco e le aziende potranno stabilire con maggiore fiducia team regionali in Irlanda, sapendo che la connettività verso Stati Uniti, Europa e mercati emergenti crescerà anziché ridursi. Se approvata prima della pausa estiva, dicono i funzionari, la rimozione del limite potrebbe entrare in vigore in tempo per il programma invernale IATA 2026, sbloccando fino a due milioni di posti aggiuntivi già nel primo anno.
Il ministro per l’Impresa, il Turismo e l’Occupazione, Peter Burke, ha dichiarato ai giornalisti che la misura è fondamentale per un’economia insulare che dipende da “collegamenti internazionali affidabili e competitivi”. Il disegno di legge passerà ora a un esame pre-legislativo prima di essere discusso in entrambe le Camere dell’Oireachtas, ma i funzionari prevedono un sostegno trasversale, dato che la Corte Suprema ha già sospeso l’applicazione del limite in attesa di un rinvio all’UE.
Le imprese hanno fatto pressione per il cambiamento. Gli esportatori lamentano che i limiti di capacità rendono più difficile ottenere spazio per il cargo in stiva, mentre le multinazionali segnalano perdite di tempo e costi maggiori a causa delle restrizioni sugli slot. Gli enti turistici sottolineano la perdita, nell’inverno 2024/25, di diverse frequenze transatlantiche, tagli che hanno ridotto di circa 220.000 i posti disponibili in arrivo e hanno penalizzato l’occupazione alberghiera nelle regioni.
L’eliminazione del limite si integra con il piano infrastrutturale da 2 miliardi di euro dell’Autorità aeroportuale di Dublino, che prevede nuovi piazzali di contatto, sistemi bagagli potenziati e un nuovo molo a basso consumo energetico progettato per accogliere i jet wide-body di nuova generazione. Burke ha però sottolineato che la crescita sarà “bilanciata da obblighi di sostenibilità”, citando i programmi di mitigazione del rumore e l’impegno a far sì che almeno il 50% dei movimenti utilizzi velivoli più silenziosi entro il 2028.
Per i responsabili della mobilità aziendale la legge offre certezze: si potrà riprendere la pianificazione a lungo termine delle rotte, gli assegnati avranno meno problemi di prenotazione nei periodi di picco e le aziende potranno stabilire con maggiore fiducia team regionali in Irlanda, sapendo che la connettività verso Stati Uniti, Europa e mercati emergenti crescerà anziché ridursi. Se approvata prima della pausa estiva, dicono i funzionari, la rimozione del limite potrebbe entrare in vigore in tempo per il programma invernale IATA 2026, sbloccando fino a due milioni di posti aggiuntivi già nel primo anno.
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