
La camera bassa del parlamento kazako, il Mazhilis, ha votato il 25 febbraio 2026 per ratificare un trattato bilaterale di riammissione con l’Austria, che stabilisce procedure dettagliate per il rimpatrio dei migranti trovati in soggiorno irregolare in uno dei due paesi. L’accordo, firmato inizialmente ad Astana il 28 febbraio 2025, riguarda l’identificazione, il transito e la consegna di tre categorie di persone: cittadini kazaki o austriaci, cittadini di paesi terzi e apolidi. L’Ufficio federale austriaco per l’immigrazione e l’asilo (BFA) fungerà da autorità centrale di attuazione per l’Austria, in parallelo al Ministero degli Interni kazako.
Secondo l’intesa, lo stato richiesto deve verificare la nazionalità e rilasciare i documenti di viaggio entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda di riammissione; i trasferimenti devono avvenire entro 30 giorni, salvo richieste di rinvio giustificato. Sono regolamentate anche le operazioni di transito attraverso uno dei due paesi verso la destinazione finale del migrante, consentendo spostamenti scortati su voli di linea, con l’obbligo per lo stato richiedente di coprire i costi.
Vienna ha spinto per una cooperazione più stretta con i paesi di origine e transito, dato che la pressione migratoria sul fianco orientale dell’Unione Europea resta elevata. I dati del Ministero dell’Interno austriaco mostrano che quasi 3.000 migranti fermati nel 2025 hanno dichiarato di aver transitato dal Kazakistan prima di raggiungere l’UE, spesso passando per Russia e Balcani occidentali. Fornendo una base legale chiara e scadenze rigorose, le autorità ritengono che i rimpatri diventeranno più rapidi e meno soggetti a ricorsi dell’ultimo minuto.
Per i team di mobilità internazionale e compliance, l’accordo ha due implicazioni principali. Primo, i lavoratori inviati in Kazakistan senza il visto corretto potrebbero ora essere rimpatriati più rapidamente, rendendo cruciale la verifica della validità del permesso di lavoro. Secondo, i datori di lavoro che sponsorizzano cittadini kazaki in Austria dovranno monitorare attentamente eventuali dinieghi di soggiorno, poiché il BFA avrà una procedura semplificata per la deportazione una volta confermata l’identità.
Le ONG per i diritti umani di entrambi i paesi hanno chiesto un monitoraggio trasparente dell’attuazione del trattato, sottolineando che le procedure rapide devono comunque garantire la possibilità di presentare richieste di protezione e ricorsi contro gli ordini di espulsione. Il Garante austriaco per i diritti ha annunciato che pubblicherà statistiche trimestrali sulle richieste di riammissione e i relativi esiti, per assicurare un controllo pubblico.
Secondo l’intesa, lo stato richiesto deve verificare la nazionalità e rilasciare i documenti di viaggio entro 12 giorni lavorativi dalla ricezione della domanda di riammissione; i trasferimenti devono avvenire entro 30 giorni, salvo richieste di rinvio giustificato. Sono regolamentate anche le operazioni di transito attraverso uno dei due paesi verso la destinazione finale del migrante, consentendo spostamenti scortati su voli di linea, con l’obbligo per lo stato richiedente di coprire i costi.
Vienna ha spinto per una cooperazione più stretta con i paesi di origine e transito, dato che la pressione migratoria sul fianco orientale dell’Unione Europea resta elevata. I dati del Ministero dell’Interno austriaco mostrano che quasi 3.000 migranti fermati nel 2025 hanno dichiarato di aver transitato dal Kazakistan prima di raggiungere l’UE, spesso passando per Russia e Balcani occidentali. Fornendo una base legale chiara e scadenze rigorose, le autorità ritengono che i rimpatri diventeranno più rapidi e meno soggetti a ricorsi dell’ultimo minuto.
Per i team di mobilità internazionale e compliance, l’accordo ha due implicazioni principali. Primo, i lavoratori inviati in Kazakistan senza il visto corretto potrebbero ora essere rimpatriati più rapidamente, rendendo cruciale la verifica della validità del permesso di lavoro. Secondo, i datori di lavoro che sponsorizzano cittadini kazaki in Austria dovranno monitorare attentamente eventuali dinieghi di soggiorno, poiché il BFA avrà una procedura semplificata per la deportazione una volta confermata l’identità.
Le ONG per i diritti umani di entrambi i paesi hanno chiesto un monitoraggio trasparente dell’attuazione del trattato, sottolineando che le procedure rapide devono comunque garantire la possibilità di presentare richieste di protezione e ricorsi contro gli ordini di espulsione. Il Garante austriaco per i diritti ha annunciato che pubblicherà statistiche trimestrali sulle richieste di riammissione e i relativi esiti, per assicurare un controllo pubblico.
Fonte: Tengrinews.kz
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Austria.Di più da Austria
Visualizza tutto
La mobilità elettrica intelligente al centro dell'attenzione con l'apertura della Conferenza europea sull'efficienza energetica a Wels
Le e-prescrizioni austriache diventano transfrontaliere: il lancio del servizio EU-Recipe semplifica la vita di viaggiatori ed espatriati