
Annunciato il 1° marzo 2026, il Home Office riscriverà le Regole sull’Immigrazione rendendo esplicito il carattere temporaneo del rifugio nel Regno Unito. Da lunedì, i rifugiati appena riconosciuti riceveranno un permesso di soggiorno di soli 30 mesi; al termine di questo periodo, la loro situazione verrà riesaminata e, se il loro paese sarà considerato sicuro, dovranno lasciare il paese o passare a un visto ordinario. Questa modifica rompe un accordo consolidato da decenni, secondo cui cinque anni di protezione portavano quasi automaticamente al permesso di soggiorno permanente (ILR). I sostenitori affermano che il ciclo più breve scoraggerà le richieste infondate e allineerà il Regno Unito al modello danese basato sui risultati; i critici avvertono che ciò intrappolerà migliaia di persone in un limbo legale e ostacolerà l’integrazione. Le implicazioni per le imprese sono immediate. I datori di lavoro che utilizzano programmi di reclutamento per rifugiati dovranno monitorare con maggiore attenzione le scadenze e prevedere nel budget le spese ricorrenti al Home Office ogni 2 anni e mezzo. I lavoratori internazionali con familiari rifugiati potrebbero vedere ridotti i diritti dei dipendenti durante l’incarico, complicando iscrizioni scolastiche, accesso alle cure mediche e pianificazione dei viaggi. Gli esperti di politiche prevedono che il Home Office introdurrà notifiche automatiche di revisione dello status tramite la piattaforma eVisa, il che significa che i sistemi HR basati su codici di condivisione del diritto al lavoro dovranno prepararsi a un aumento delle richieste di verifica. La mancata registrazione di un aggiornamento del permesso potrebbe esporre le aziende a sanzioni civili fino a 60.000 sterline per lavoratore irregolare. A medio termine, il modello di protezione temporanea potrebbe ridurre il numero di candidati idonei a pacchetti di trasferimento permanente, spingendo i datori di lavoro a fare ancora più affidamento sulle vie Skilled Worker e Global Business Mobility.
Fonte: The Guardian
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