
La Brussels Airport Company (BAC) il 2 aprile ha invitato il Governo belga e la Commissione Europea a introdurre una “maggiore flessibilità” nell’implementazione graduale del nuovo Sistema di Entrata/Uscita, avvertendo che l’attuale calendario sta già compromettendo il ruolo dello scalo come porta d’ingresso per le multinazionali con sede nella capitale. In una dichiarazione netta riportata dal sito specializzato Passenger Terminal Today, la BAC ha spiegato che durante un periodo pilota di quattro giorni quasi 600 passeggeri – molti con itinerari aziendali serrati – hanno perso il volo perché i controlli manuali alle frontiere non riuscivano a tenere il passo con le nuove procedure di inserimento dati. Le code in partenza si sono allungate fino a due ore, quelle in arrivo oltre le tre. L’aeroporto ha registrato 21 ore complessive di disagi, riducendo i tempi minimi di coincidenza per i voli intercontinentali. Sebbene il Belgio abbia ora sospeso la raccolta biometrica, l’aeroporto sottolinea che i tempi di elaborazione restano elevati poiché tutti i cittadini di paesi terzi devono ancora completare la registrazione elettronica. I viaggiatori provenienti da USA, Regno Unito, Canada e Singapore sono temporaneamente esclusi dall’uso dei varchi elettronici, costretti a passare dai chioschi presidiati dalla polizia. La BAC sostiene che l’accesso agli e-gate per le nazionalità “fidate” dovrebbe essere ripristinato immediatamente e che agli Stati membri dovrebbe essere consentito di sospendere parti del regolamento durante i periodi di picco. L’appello arriva mentre il gruppo di lobby imprenditoriale VBO-FEB avverte che le congestioni ripetute potrebbero scoraggiare gli investitori e spingere le aziende a far transitare i dirigenti attraverso Amsterdam o Parigi. Le compagnie aeree operanti a Zaventem hanno già aumentato le ore di equipaggio e invitano i passeggeri ad arrivare tre ore prima della partenza, anche per i voli a corto raggio. Il Ministero dell’Interno belga ha dichiarato che porterà la questione al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, ma i funzionari UE ribadiscono che la scadenza del 10 aprile 2026 resta confermata. Nel frattempo, i responsabili della mobilità sono invitati a informare i viaggiatori sui possibili ritardi, a preregistrare i frequent flyer quando possibile e a monitorare opzioni alternative come il treno ad alta velocità verso gli hub vicini.
Fonte: Passenger Terminal Today
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