
Il tanto atteso Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea diventa obbligatorio in tutti i confini esterni dello spazio Schengen a partire dal 10 aprile, ponendo fine all’era del timbro manuale sul passaporto per i cittadini di paesi terzi. Con l’EES, i cittadini statunitensi che entrano in uno dei 29 paesi partecipanti avranno la loro fotografia e quattro impronte digitali rilevate alla prima entrata e riceveranno un record digitale di data e luogo invece del tradizionale timbro a inchiostro. I dati resteranno memorizzati per tre anni o fino alla scadenza del passaporto.
Dal punto di vista della conformità, la novità più significativa è il calcolo automatico del superamento del periodo di soggiorno consentito. L’EES conteggia ogni giorno trascorso all’interno dell’area Schengen rispetto alla regola 90/180 giorni. Poiché il sistema condivide le informazioni tra tutti gli Stati membri, uscire dalla Spagna dopo essere entrati dalla Germania farà emergere eventuali soggiorni irregolari precedentemente non rilevati. I datori di lavoro che inviano personale statunitense per progetti a breve termine devono quindi monitorare con la stessa attenzione il tempo cumulativo trascorso nello spazio Schengen, come fanno per le notifiche di distacco lavorativo.
Aeroporti e compagnie aeree si preparano a code più lunghe. L’associazione di categoria ACI Europe e Airlines for Europe avvertono che la registrazione iniziale richiede da due a tre minuti per passeggero, causando tempi di attesa fino a due ore nelle prime prove. Le corsie rapide business class non saranno esentate durante la fase di acquisizione biometrica e compilazione dei questionari d’ingresso. I viaggiatori d’affari frequenti sono invitati a prevedere tempi di collegamento più ampi o, se possibile, a completare la registrazione EES durante un viaggio di piacere prima di incontri importanti con clienti.
Le aziende statunitensi che movimentano merci insieme a persone devono rispettare un secondo termine. Le compagnie aeree devono collegarsi all’interfaccia carrier che verifica i dati EES prima dell’imbarco di ogni passeggero a partire da questa settimana. Le compagnie che non trasmettono i dati rischiano multe o l’obbligo di sbarcare i passeggeri. I responsabili dei viaggi devono monitorare gli avvisi operativi delle compagnie e evitare vettori regionali più piccoli che non hanno ancora completato l’integrazione tecnica.
Infine, l’EES prepara il terreno per ETIAS, l’autorizzazione di viaggio pre-arrivo in stile ESTA dell’UE, prevista per la fine del 2026. I viaggiatori statunitensi dovranno in futuro ottenere sia l’approvazione ETIAS (costo 7 euro) sia la registrazione biometrica EES. Il lancio odierno segna quindi l’inizio di un ambiente di conformità stratificato, in cui la raccolta anticipata dei dati e le biometrie in presenza diventano la nuova normalità su entrambi i lati dell’Atlantico.
Dal punto di vista della conformità, la novità più significativa è il calcolo automatico del superamento del periodo di soggiorno consentito. L’EES conteggia ogni giorno trascorso all’interno dell’area Schengen rispetto alla regola 90/180 giorni. Poiché il sistema condivide le informazioni tra tutti gli Stati membri, uscire dalla Spagna dopo essere entrati dalla Germania farà emergere eventuali soggiorni irregolari precedentemente non rilevati. I datori di lavoro che inviano personale statunitense per progetti a breve termine devono quindi monitorare con la stessa attenzione il tempo cumulativo trascorso nello spazio Schengen, come fanno per le notifiche di distacco lavorativo.
Aeroporti e compagnie aeree si preparano a code più lunghe. L’associazione di categoria ACI Europe e Airlines for Europe avvertono che la registrazione iniziale richiede da due a tre minuti per passeggero, causando tempi di attesa fino a due ore nelle prime prove. Le corsie rapide business class non saranno esentate durante la fase di acquisizione biometrica e compilazione dei questionari d’ingresso. I viaggiatori d’affari frequenti sono invitati a prevedere tempi di collegamento più ampi o, se possibile, a completare la registrazione EES durante un viaggio di piacere prima di incontri importanti con clienti.
Le aziende statunitensi che movimentano merci insieme a persone devono rispettare un secondo termine. Le compagnie aeree devono collegarsi all’interfaccia carrier che verifica i dati EES prima dell’imbarco di ogni passeggero a partire da questa settimana. Le compagnie che non trasmettono i dati rischiano multe o l’obbligo di sbarcare i passeggeri. I responsabili dei viaggi devono monitorare gli avvisi operativi delle compagnie e evitare vettori regionali più piccoli che non hanno ancora completato l’integrazione tecnica.
Infine, l’EES prepara il terreno per ETIAS, l’autorizzazione di viaggio pre-arrivo in stile ESTA dell’UE, prevista per la fine del 2026. I viaggiatori statunitensi dovranno in futuro ottenere sia l’approvazione ETIAS (costo 7 euro) sia la registrazione biometrica EES. Il lancio odierno segna quindi l’inizio di un ambiente di conformità stratificato, in cui la raccolta anticipata dei dati e le biometrie in presenza diventano la nuova normalità su entrambi i lati dell’Atlantico.
Fonte: Euronews
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