
Il Ministero dell’Interno finlandese ha presentato l’ultimo tassello della sua ampia riforma della legge sulla cittadinanza: un esame obbligatorio di conoscenze civiche per tutti i candidati alla naturalizzazione. In una conferenza stampa notturna del 16 aprile, la ministra dell’Interno, Mari Rantanen, ha spiegato che il test valuterà la comprensione da parte dei richiedenti di “come funziona la società finlandese e dei principi fondamentali che ci uniscono”, includendo diritti costituzionali, principi dello stato di diritto, parità di genere, storia e norme culturali quotidiane. I candidati potranno scegliere di sostenere l’esame a scelta multipla in finlandese o svedese, oppure presentare un diploma di maturità finlandese/svedese o una laurea accreditata come prova di conoscenze equivalenti.
La proposta rappresenta il culmine di un inasprimento triennale delle regole per la naturalizzazione in Finlandia. Nel 2024 sono stati allungati i requisiti di residenza, a gennaio 2026 sono entrate in vigore soglie più rigide per reddito e competenze linguistiche, e il mese scorso sono stati ridotti i margini di tolleranza per i precedenti penali. Il nuovo test sarà l’ultimo passaggio obbligatorio e, se il parlamento approverà il disegno di legge nella sessione estiva, potrebbe diventare legge dal 1° gennaio 2027, dopo un periodo di sei mesi dedicato allo sviluppo del test.
Per le aziende il cambiamento è rilevante perché la Finlandia utilizza sempre più la residenza permanente e, infine, la cittadinanza per trattenere talenti internazionali attratti dai rapidi tempi di rilascio dei permessi di lavoro. I dipartimenti HR dovranno preparare i dipendenti trasferiti, in particolare i coniugi che potrebbero fare affidamento sulla naturalizzazione per la stabilità familiare, al carico di studio aggiuntivo e alla possibilità di ritardi nel rilascio del passaporto in caso di mancato superamento al primo tentativo; è previsto un periodo di attesa di 30 giorni prima di poter ripetere l’esame. È probabile un aumento dei budget per la formazione linguistica, poiché il pacchetto di riforme collega l’accesso al test a competenze linguistiche di livello B1 dimostrabili.
Gli avvocati specializzati in migrazione sottolineano che la mossa allinea la Finlandia ai vicini Danimarca e (in progetto) Svezia, entrambi già dotati di test di conoscenze civiche. Avvertono però che la trasparenza nei tassi di superamento e la disponibilità di materiali preparatori accessibili saranno fondamentali per evitare accuse di discriminazione. Per questo motivo, il governo ha incaricato l’Agenzia Nazionale Finlandese per l’Educazione di redigere un manuale online gratuito e domande di esempio entro la fine del 2026.
Nel frattempo, i responsabili della mobilità internazionale dovrebbero incoraggiare i dipendenti idonei a presentare tempestivamente le domande di cittadinanza secondo le regole attuali, finché restano in vigore. Chi non raggiungerà i requisiti di residenza o linguistici prima del 2027 dovrà prevedere un allungamento dei tempi di processo di altri sei-nove mesi con l’introduzione dell’esame, oltre a considerare la tassa d’esame di 120 corone norvegesi proposta dal ministero per coprire i costi amministrativi.
La proposta rappresenta il culmine di un inasprimento triennale delle regole per la naturalizzazione in Finlandia. Nel 2024 sono stati allungati i requisiti di residenza, a gennaio 2026 sono entrate in vigore soglie più rigide per reddito e competenze linguistiche, e il mese scorso sono stati ridotti i margini di tolleranza per i precedenti penali. Il nuovo test sarà l’ultimo passaggio obbligatorio e, se il parlamento approverà il disegno di legge nella sessione estiva, potrebbe diventare legge dal 1° gennaio 2027, dopo un periodo di sei mesi dedicato allo sviluppo del test.
Per le aziende il cambiamento è rilevante perché la Finlandia utilizza sempre più la residenza permanente e, infine, la cittadinanza per trattenere talenti internazionali attratti dai rapidi tempi di rilascio dei permessi di lavoro. I dipartimenti HR dovranno preparare i dipendenti trasferiti, in particolare i coniugi che potrebbero fare affidamento sulla naturalizzazione per la stabilità familiare, al carico di studio aggiuntivo e alla possibilità di ritardi nel rilascio del passaporto in caso di mancato superamento al primo tentativo; è previsto un periodo di attesa di 30 giorni prima di poter ripetere l’esame. È probabile un aumento dei budget per la formazione linguistica, poiché il pacchetto di riforme collega l’accesso al test a competenze linguistiche di livello B1 dimostrabili.
Gli avvocati specializzati in migrazione sottolineano che la mossa allinea la Finlandia ai vicini Danimarca e (in progetto) Svezia, entrambi già dotati di test di conoscenze civiche. Avvertono però che la trasparenza nei tassi di superamento e la disponibilità di materiali preparatori accessibili saranno fondamentali per evitare accuse di discriminazione. Per questo motivo, il governo ha incaricato l’Agenzia Nazionale Finlandese per l’Educazione di redigere un manuale online gratuito e domande di esempio entro la fine del 2026.
Nel frattempo, i responsabili della mobilità internazionale dovrebbero incoraggiare i dipendenti idonei a presentare tempestivamente le domande di cittadinanza secondo le regole attuali, finché restano in vigore. Chi non raggiungerà i requisiti di residenza o linguistici prima del 2027 dovrà prevedere un allungamento dei tempi di processo di altri sei-nove mesi con l’introduzione dell’esame, oltre a considerare la tassa d’esame di 120 corone norvegesi proposta dal ministero per coprire i costi amministrativi.
Fonte: New Age
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