
Il think-tank ambientale Sustainable Population Australia (SPA) ha utilizzato nuovi dati sulle case sfitte in affitto per rinnovare la sua richiesta di una riduzione immediata del programma migratorio australiano, sostenendo che una “domanda esplosiva” stia alimentando la carenza abitativa nazionale. In un comunicato stampa del 24 aprile 2026, il presidente di SPA, Peter Strachan, ha dichiarato che la migrazione netta dall’estero — stimata in 311.000 persone all’anno — rappresenta circa tre quarti della crescita demografica e sta portando il tasso di case vuote a un livello critico dello 0,7%. L’intervento arriva mentre il governo federale sta definendo i parametri del Programma Migratorio post-budget, inclusa la quota per il flusso di lavoratori qualificati per il 2026-27. I gruppi imprenditoriali avvertono che una riduzione drastica potrebbe aggravare la carenza di manodopera nei settori dell’edilizia, della sanità e della manifattura avanzata. Il rapporto di SPA, “La crisi abitativa è una crisi demografica”, sostiene che l’Australia costruisce già abitazioni a un ritmo pro capite superiore alla maggior parte dei paesi OCSE, ma non riesce a soddisfare la domanda finché la migrazione rimane ai livelli attuali. Il gruppo chiede di ridurre il numero di migranti permanenti a quelli che definisce “livelli sostenibili” e ha definito “controproducenti” gli incentivi abitativi per i primi acquirenti, perché aumentano il potere d’acquisto senza incrementare l’offerta. Gli analisti politici osservano che il dibattito su migrazione e abitazioni si è inasprito negli ultimi mesi, aumentando il rischio di misure reattive — come soglie più rigide per il test a punti o limiti su alcune categorie di sponsorizzazione da parte dei datori di lavoro. Le aziende con programmi di reclutamento globale di talenti dovrebbero monitorare la risposta ufficiale del governo e prepararsi a presentare le candidature prima che eventuali riduzioni delle quote entrino in vigore dal 1° luglio. Nel frattempo, i team di mobilità sono invitati a rafforzare il supporto abitativo per i nuovi assegnati; anche i dirigenti senior segnalano difficoltà a trovare affitti a Sydney, Melbourne e Brisbane. Blocchi di alloggi aziendali o hotel per soggiorni prolungati potrebbero essere soluzioni temporanee necessarie fino a un miglioramento dell’offerta sul mercato.
Fonte: Medianet NewsHub
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