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Tribunale tedesco dichiara illegali i controlli di frontiera tra Lussemburgo e Germania

apr 28, 2026
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Tribunale tedesco dichiara illegali i controlli di frontiera tra Lussemburgo e Germania
In una sentenza storica pubblicata il 27 aprile 2026, il Tribunale Amministrativo di Coblenza ha annullato la reintroduzione e la successiva proroga di sei mesi dei controlli di frontiera fissi sulla autostrada A8 tra Lussemburgo e Saarland da parte della Polizia Federale. I giudici hanno stabilito che il Ministero dell’Interno non ha dimostrato la “minaccia grave all’ordine pubblico o alla sicurezza interna” richiesta dall’articolo 25 del Codice delle Frontiere di Schengen nel prolungare i controlli dal 16 marzo al 15 settembre 2025. Il caso era stato avviato da un pendolare transfrontaliero sottoposto a controllo d’identità durante un viaggio in autobus di linea da Lussemburgo a Saarbrücken nel giugno 2025. Il tribunale ha rilevato che il ministero aveva fornito solo “riferimenti generici all’immigrazione irregolare” anziché informazioni concrete, e non aveva dimostrato che misure meno invasive — come pattugliamenti mobili della polizia — sarebbero state insufficienti. Poiché la proroga era illegittima, ogni verifica d’identità effettuata in quel periodo, compresa quella del ricorrente, è priva di base legale. Per i responsabili della mobilità questa decisione va oltre una semplice annotazione giuridica: impone alla Germania (e, per estensione, agli altri Stati Schengen) un onere probatorio elevato per giustificare qualsiasi futura sospensione della libera circolazione a una frontiera interna. Le aziende che spostano personale tra il distretto finanziario di Lussemburgo e la regione tedesca del Saar devono ancora prevedere controlli a campione consentiti dal §23 BPolG, ma la sentenza riduce drasticamente la probabilità di controlli sistematici su questo corridoio nel breve termine. Il Ministero dell’Interno può presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Superiore del Rheinland-Pfalz, ma gli esperti legali sottolineano che i tribunali d’appello raramente ribaltano valutazioni di proporzionalità basate sui fatti. Se confermata, la sentenza potrebbe innescare ulteriori contestazioni contro i controlli temporanei sulle frontiere ceca e polacca, prorogati a metà aprile. I team di gestione dei rischi di viaggio dovrebbero monitorare i tempi dei ricorsi e segnalare eventuali richieste di rimborso da parte di dipendenti ritardati o multati nel periodo contestato. Sul piano pratico, le aziende dovrebbero continuare a ricordare ai pendolari transfrontalieri di portare un documento d’identità valido — i controlli a campione della polizia restano possibili — ma possono valutare con cautela una riduzione dei margini di sicurezza inseriti negli orari delle navette. Gli esperti in diritto dell’immigrazione consigliano inoltre di seguire gli effetti a catena della decisione: Bruxelles presenterà una riforma del Codice delle Frontiere di Schengen entro questa primavera, e la sentenza di Coblenza rafforza la posizione del Parlamento Europeo nel chiedere criteri più stringenti e durate massime più brevi per i controlli reintrodotti.
Fonte: Hasepost / dts

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