
Comparso davanti alla commissione giuridica del Senato la sera del 29 aprile, il Ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha lanciato un messaggio chiaro: se la Francia non recepirà il Patto Europeo su Migrazione e Asilo entro il 12 giugno 2026, le autorità di frontiera rischiano di perdere strumenti legali fondamentali. Il patto, che comprende nove regolamenti e una direttiva, rivoluziona le procedure di screening, detenzione e rimpatrio in tutto il blocco.
Poiché il governo non dispone di una maggioranza stabile all’Assemblea Nazionale, Nuñez intende chiedere poteri straordinari per legiferare tramite ordinanze. I senatori hanno mostrato resistenza, ricordando la storica avversione della camera ai decreti esecutivi, ma Nuñez ha sottolineato l’urgenza della situazione. «Il 40% del Codice sugli Stranieri e l’Asilo sarà incompatibile con la normativa UE», ha avvertito. Senza un adeguamento, la Francia potrebbe essere costretta ad ammettere praticamente tutti i richiedenti asilo che arrivano alle sue frontiere esterne, inclusi gli aeroporti Charles-de-Gaulle e Orly, fino alla conclusione dell’esame individuale delle domande.
Tra le principali novità per la mobilità d’impresa, si segnala una nuova zona di procedura di frontiera di 12 settimane per i cittadini di paesi “sicuri”, una capacità di detenzione UE di 30.000 posti (615 in Francia) e la condivisione di dati biometrici integrata con il Sistema di Entrata/Uscita recentemente attivato. Le aziende che trasferiscono personale in Francia devono prepararsi a controlli documentali più rigorosi all’arrivo e a tempi potenzialmente più lunghi per i visti di ricongiungimento familiare, mentre le prefetture aggiornano i propri flussi operativi.
Nuñez ha inoltre confermato che la Francia applicherà una deroga parziale alla clausola del patto sui “paesi terzi sicuri” per motivi costituzionali, mantenendo valutazioni individuali sulle domande di asilo. Tuttavia, i sistemi digitali di gestione dei casi e il reclutamento aggiuntivo di agenti di frontiera procedono a ritmo accelerato, suggerendo che i cambiamenti operativi saranno implementati anche prima della piena ratifica legislativa.
I responsabili della mobilità globale dovranno monitorare attentamente il calendario parlamentare. Se le ordinanze saranno adottate come previsto, i decreti attuativi potrebbero essere pubblicati già a luglio, modificando le regole sulla detenzione, i termini per i ricorsi e gli obblighi dei datori di lavoro nel verificare lo status di soggiorno. Una comunicazione preventiva con i consulenti legali in materia di immigrazione sarà fondamentale per evitare inadempienze involontarie durante il periodo di transizione.
Poiché il governo non dispone di una maggioranza stabile all’Assemblea Nazionale, Nuñez intende chiedere poteri straordinari per legiferare tramite ordinanze. I senatori hanno mostrato resistenza, ricordando la storica avversione della camera ai decreti esecutivi, ma Nuñez ha sottolineato l’urgenza della situazione. «Il 40% del Codice sugli Stranieri e l’Asilo sarà incompatibile con la normativa UE», ha avvertito. Senza un adeguamento, la Francia potrebbe essere costretta ad ammettere praticamente tutti i richiedenti asilo che arrivano alle sue frontiere esterne, inclusi gli aeroporti Charles-de-Gaulle e Orly, fino alla conclusione dell’esame individuale delle domande.
Tra le principali novità per la mobilità d’impresa, si segnala una nuova zona di procedura di frontiera di 12 settimane per i cittadini di paesi “sicuri”, una capacità di detenzione UE di 30.000 posti (615 in Francia) e la condivisione di dati biometrici integrata con il Sistema di Entrata/Uscita recentemente attivato. Le aziende che trasferiscono personale in Francia devono prepararsi a controlli documentali più rigorosi all’arrivo e a tempi potenzialmente più lunghi per i visti di ricongiungimento familiare, mentre le prefetture aggiornano i propri flussi operativi.
Nuñez ha inoltre confermato che la Francia applicherà una deroga parziale alla clausola del patto sui “paesi terzi sicuri” per motivi costituzionali, mantenendo valutazioni individuali sulle domande di asilo. Tuttavia, i sistemi digitali di gestione dei casi e il reclutamento aggiuntivo di agenti di frontiera procedono a ritmo accelerato, suggerendo che i cambiamenti operativi saranno implementati anche prima della piena ratifica legislativa.
I responsabili della mobilità globale dovranno monitorare attentamente il calendario parlamentare. Se le ordinanze saranno adottate come previsto, i decreti attuativi potrebbero essere pubblicati già a luglio, modificando le regole sulla detenzione, i termini per i ricorsi e gli obblighi dei datori di lavoro nel verificare lo status di soggiorno. Una comunicazione preventiva con i consulenti legali in materia di immigrazione sarà fondamentale per evitare inadempienze involontarie durante il periodo di transizione.
Fonte: Public Sénat