
Un post virale sui social media, condiviso il 14 aprile da Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra francese Rassemblement National, sosteneva che il progetto di amnistia della Spagna per circa 500.000 migranti irregolari avrebbe automaticamente garantito ai beneficiari il diritto di viaggiare e stabilirsi in Francia. Nel giro di poche ore, il post è stato ripreso migliaia di volte e discusso in diversi talk show politici, alimentando le preoccupazioni pubbliche sui cosiddetti “movimenti secondari” all’interno dell’area Schengen. Euronews ha consultato esperti legali, funzionari UE e avvocati specializzati in migrazione per verificare l’affermazione. Tutti hanno concordato che, sebbene il programma spagnolo di regolarizzazione (ancora in discussione alle Cortes) conceda ai richiedenti un permesso di soggiorno e la possibilità di lavorare in Spagna, non conferisce diritti di mobilità a lungo termine in un altro Stato membro. Secondo la Direttiva 2004/38, i cittadini di paesi terzi titolari di un permesso di soggiorno in un paese UE possono soggiornare fino a 90 giorni in altri Stati Schengen in un periodo mobile di 180 giorni, ma devono richiedere un permesso di lavoro o un visto per soggiorni prolungati se intendono vivere o lavorare lì. La Francia, da parte sua, richiede una domanda tramite OFII e le autorità prefettizie, supportata da un contratto di lavoro che rispetti le soglie salariali. Il fact-check evidenzia inoltre che il progetto di legge spagnolo contiene una clausola esplicita che vieta l’accesso automatico ai benefici sociali fuori dalla Spagna. I ministeri dell’Interno spagnolo e francese hanno confermato a Euronews che non esiste alcuna norma che prevalga sulle regole vigenti di Schengen o nazionali. “La regolarizzazione non è una scorciatoia per accedere al sistema di welfare francese,” ha dichiarato un funzionario francese. Perché è importante per le aziende? I team di mobilità aziendale avevano iniziato a ricevere domande interne da parte di manager preoccupati che un improvviso afflusso di lavoratori appena documentati potesse complicare la pianificazione del mercato del lavoro o influenzare il confronto salariale nelle regioni di confine. La precisazione rassicura i dipartimenti HR che le regole esistenti per i lavoratori distaccati e i trasferimenti intra-UE restano invariate. I datori di lavoro francesi che assumono talenti residenti in Spagna dovranno comunque seguire le procedure di France-Visas e ottenere l’autorizzazione al lavoro. Oltre alla voce immediata, l’episodio dimostra quanto rapidamente la disinformazione sulla migrazione possa diffondersi e influenzare il dibattito pubblico in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. I professionisti della mobilità sono invitati a monitorare la retorica politica, poiché proposte per inasprire le regole sulla libertà di movimento potrebbero tornare all’attenzione legislativa.
Fonte: Euronews
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