
La compagnia aerea low-cost Ryanair ha scritto al Ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, chiedendo la sospensione immediata del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE almeno fino a settembre. In una lettera aperta pubblicata il 1° maggio, la compagnia avverte che i chioschi biometrici “ancora in fase sperimentale” che stanno per essere introdotti negli aeroporti francesi potrebbero causare code di ore per famiglie e grandi gruppi turistici, mettendo a rischio la puntualità durante l’alta stagione e la regolarità dei voli in coincidenza.
Secondo l’EES, i cittadini di paesi esenti da visto come Regno Unito, Stati Uniti e Australia devono fornire impronte digitali e una fotografia facciale la prima volta che attraversano un confine esterno Schengen. The Local riporta che l’installazione dell’hardware negli aeroporti francesi è completata, ma la formazione del personale e i test con passeggeri reali sono in ritardo rispetto ai tempi previsti. Ryanair sostiene che il sistema “non è pronto per gestire volumi reali” e che le compagnie aeree saranno ritenute responsabili se i viaggiatori perderanno i voli.
La compagnia chiede alla Francia di attivare le clausole di flessibilità che permettono agli Stati membri di sospendere temporaneamente l’EES durante picchi eccezionali. Per le aziende multinazionali la posta in gioco è alta: le imprese che spostano regolarmente personale in Francia con incarichi a breve termine potrebbero vedere i tempi di controllo passaporti salire da 90 secondi a dieci minuti per viaggiatore in caso di colli di bottiglia nelle registrazioni. I team di mobilità sono quindi invitati a prevedere tempi di margine tra arrivo e appuntamenti successivi, preregistrare i viaggiatori frequenti quando possibile e mettere in conto eventuali costi extra per straordinari nei trasferimenti con autista.
Finora le autorità francesi non hanno dato segnali di voler accogliere la richiesta di Ryanair. Il Ministero dell’Interno sottolinea che la Francia ha già beneficiato di una fase di “implementazione progressiva” a livello UE, durata da ottobre 2025 ad aprile 2026, e che ora è richiesta la piena conformità. L’operatore aeroportuale Groupe ADP assicura che saranno impiegati personale aggiuntivo e unità mobili di registrazione a CDG, Orly e Nizza per ridurre al minimo i disagi.
Anche se una sospensione totale venisse respinta, gli esperti suggeriscono che la Francia potrebbe adottare misure mirate, come corsie dedicate ai viaggiatori business, maggiore utilizzo dei varchi elettronici PARAFE per i visitatori già registrati o incrementi temporanei di personale finanziati dalla Tassa sull’Aviazione Civile. Fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza, le aziende dovrebbero monitorare gli avvisi delle compagnie aeree e consigliare ai viaggiatori di prevedere tempi extra ai controlli di frontiera a partire da metà maggio.
Secondo l’EES, i cittadini di paesi esenti da visto come Regno Unito, Stati Uniti e Australia devono fornire impronte digitali e una fotografia facciale la prima volta che attraversano un confine esterno Schengen. The Local riporta che l’installazione dell’hardware negli aeroporti francesi è completata, ma la formazione del personale e i test con passeggeri reali sono in ritardo rispetto ai tempi previsti. Ryanair sostiene che il sistema “non è pronto per gestire volumi reali” e che le compagnie aeree saranno ritenute responsabili se i viaggiatori perderanno i voli.
La compagnia chiede alla Francia di attivare le clausole di flessibilità che permettono agli Stati membri di sospendere temporaneamente l’EES durante picchi eccezionali. Per le aziende multinazionali la posta in gioco è alta: le imprese che spostano regolarmente personale in Francia con incarichi a breve termine potrebbero vedere i tempi di controllo passaporti salire da 90 secondi a dieci minuti per viaggiatore in caso di colli di bottiglia nelle registrazioni. I team di mobilità sono quindi invitati a prevedere tempi di margine tra arrivo e appuntamenti successivi, preregistrare i viaggiatori frequenti quando possibile e mettere in conto eventuali costi extra per straordinari nei trasferimenti con autista.
Finora le autorità francesi non hanno dato segnali di voler accogliere la richiesta di Ryanair. Il Ministero dell’Interno sottolinea che la Francia ha già beneficiato di una fase di “implementazione progressiva” a livello UE, durata da ottobre 2025 ad aprile 2026, e che ora è richiesta la piena conformità. L’operatore aeroportuale Groupe ADP assicura che saranno impiegati personale aggiuntivo e unità mobili di registrazione a CDG, Orly e Nizza per ridurre al minimo i disagi.
Anche se una sospensione totale venisse respinta, gli esperti suggeriscono che la Francia potrebbe adottare misure mirate, come corsie dedicate ai viaggiatori business, maggiore utilizzo dei varchi elettronici PARAFE per i visitatori già registrati o incrementi temporanei di personale finanziati dalla Tassa sull’Aviazione Civile. Fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza, le aziende dovrebbero monitorare gli avvisi delle compagnie aeree e consigliare ai viaggiatori di prevedere tempi extra ai controlli di frontiera a partire da metà maggio.
Fonte: The Local France
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
Proteste contro il caro carburante bloccano il traffico a Parigi, a rischio le catene di approvvigionamento aeroportuali
Sciopero al CDG evitato: il sindacato revoca lo sciopero del 2 maggio dopo un accordo notturno