
Mentre gli aeroporti belgi monopolizzavano le prime pagine, lo sciopero generale di martedì ha paralizzato anche la mobilità urbana quotidiana nella capitale. L’operatore del trasporto pubblico di Bruxelles, STIB-MIVB, ha avvertito i pendolari la sera dell’11 maggio che sarebbe stato attivo solo un servizio ridotto; all’alba del 12 maggio, meno di un treno della metropolitana e un tram su cinque erano in servizio e molte linee di autobus principali sono state sospese del tutto. Il disagio si è esteso alle altre regioni: De Lijn in Fiandre e TEC in Vallonia hanno segnalato un alto numero di autisti in sciopero, costringendo a cancellazioni improvvise. La situazione ferroviaria è stata mista. L’operatore nazionale SNCB ha dichiarato che non è stato presentato alcun preavviso formale di sciopero, ma le carenze di personale e le strade di accesso bloccate intorno ai depositi hanno comportato la riduzione di diversi servizi nelle ore di punta. Eurostar, fondamentale per i viaggiatori d’affari tra Bruxelles, Londra e Parigi, ha mantenuto l’orario completo, ma ha pubblicato un avviso di “sciopero in Belgio” invitando i passeggeri a prevedere tempi supplementari per i collegamenti con i trasporti locali. Per le aziende, il problema della mobilità è duplice. In primo luogo, migliaia di dipendenti non sono riusciti a raggiungere gli uffici nel quartiere europeo, costringendo a un improvviso ricorso al lavoro da remoto che ha messo alla prova la capacità delle reti e la conformità alla protezione dei dati transfrontaliera. In secondo luogo, i visitatori con appuntamenti per orientamento al trasferimento o immigrazione hanno trovato gli uffici consolari chiusi o con personale ridotto, rischiando ritardi nel ritiro dei permessi di soggiorno e nelle procedure biometriche previste dal nuovo Sistema di Entrata/Uscita. I team HR hanno rapidamente riattivato i modelli di “forza maggiore” specifici per il Belgio, che consentono congedi retribuiti quando i trasporti pubblici sono inutilizzabili, ma la legge sul lavoro belga impone comunque alle aziende di documentare il disagio: STIB ha messo a disposizione certificati di sciopero scaricabili da presentare al reparto paghe. Le multinazionali hanno inoltre utilizzato i budget per la mobilità per coprire taxi condivisi e voucher per car sharing, anche se il traffico congestionato intorno alla Tangenziale interna ha reso poco affidabili le opzioni su strada. Guardando al futuro, le federazioni sindacali hanno lasciato intendere che potrebbero esserci azioni a ondate durante l’estate se le trattative su pensioni e indicizzazione salariale restano bloccate. I responsabili della mobilità dovrebbero quindi integrare API di trasporto pubblico in tempo reale nelle app di duty of care, prenotare in anticipo blocchi di hotel a pochi passi dalle istituzioni UE per i viaggiatori critici e ricordare ai dipendenti distaccati che i contatori per il superamento del soggiorno Schengen continuano a funzionare anche durante il telelavoro: i giorni trascorsi in Belgio durante gli scioperi contano comunque ai fini della regola 90/180 giorni.
Fonte: STIB-MIVB
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