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Sciopero nazionale belga blocca i voli, costringe a deviazioni e riduce la capacità negli aeroporti di Bruxelles e Charleroi

mag 13, 2026
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Sciopero nazionale belga blocca i voli, costringe a deviazioni e riduce la capacità negli aeroporti di Bruxelles e Charleroi
Lo sciopero generale di 24 ore in Belgio del 12 maggio ha inflitto al settore del trasporto aereo del paese il peggior shock in un solo giorno dall’ultima protesta del controllo del traffico aereo dell’estate scorsa. Entro le 07:00 ora locale, l’aeroporto di Bruxelles aveva cancellato circa il 55% delle partenze, mentre l’aeroporto di Bruxelles Sud Charleroi ha chiuso completamente, non riuscendo a garantire il personale minimo di sicurezza e di gestione a terra previsto dal Regolamento UE 139/2014. Le compagnie aeree che non sono riuscite a ottenere slot in Belgio hanno deviato i voli verso l’aeroporto di Maastricht Aachen nei Paesi Bassi, che ha confermato di poter accogliere 15 rotazioni extra di passeggeri e cargo durante la giornata.

L’impatto immediato sul business è stato pesante. Operatori di lungo raggio come Brussels Airlines, Emirates e United hanno cancellato i voli con aeromobili wide-body, tagliando oltre 8.000 posti in 24 ore. Gli esportatori farmaceutici che movimentano merci sensibili alla temperatura attraverso le strutture certificate GDP per la catena del freddo di Bruxelles si sono affrettati a riprenotare il trasporto via Francoforte e Amsterdam, aggiungendo almeno 24 ore ai tempi di consegna e mettendo a rischio spedizioni di vaccini just-in-time destinate all’Africa occidentale. I responsabili della mobilità sono stati invitati ad attivare i protocolli di “duty of care”, dirottando i viaggiatori via Parigi o Londra, dove Eurostar e Thalys avevano ancora posti disponibili, seppur a tariffe di picco.

Sciopero nazionale belga blocca i voli, costringe a deviazioni e riduce la capacità negli aeroporti di Bruxelles e Charleroi


L’avviso ai passeggeri pubblicato da Bruxelles Aeroporto la mattina del 12 maggio prevedeva un effetto a catena il 13 maggio, quando i viaggiatori bloccati cercheranno di riprenotare. Lo scalo si aspetta code più lunghe ai controlli di sicurezza e di frontiera, poiché molti agenti di polizia federale hanno partecipato allo sciopero, lasciando buchi di personale impossibili da colmare in poche ore. Le aziende con personale espatriato in arrivo per incarichi UE nei prossimi giorni sono quindi invitate a prevedere tempi extra per il timbro Schengen nel nuovo Entry/Exit System, per evitare sforamenti di permanenza.

Oltre ai disagi per i passeggeri, gli operatori cargo stimano che 480 tonnellate di merci in uscita — per un valore di 36 milioni di euro — potrebbero perdere le coincidenze nello stesso giorno. Le multinazionali stanno attivando clausole di contingenza nei contratti di servizio che permettono di spostare i carichi verso gateway alternativi senza penali. I fornitori logistici, tuttavia, avvertono che l’azione belga sta avendo ripercussioni a catena: i magazzini intorno a Liegi hanno segnalato accumuli di ritardi già a metà mattina, e i sindacati del trasporto su strada francese hanno lasciato intendere che potrebbero organizzare rallentamenti solidali sulle arterie verso i porti della Manica.

La lezione strategica per i professionisti della mobilità è chiara: i sindacati belgi sono riusciti a paralizzare nodi critici nove volte da gennaio 2025, ogni volta con meno di una settimana di preavviso. I datori di lavoro globali con sedi centrali o hub regionali nel Benelux dovrebbero rivedere i piani di continuità operativa, pre-approvare rotte alternative con consulenti per l’immigrazione e assicurarsi tariffe aziendali flessibili che consentano cambiamenti nello stesso giorno senza penali elevate. Come ha sintetizzato un responsabile del rischio viaggi in una multinazionale chimica Fortune 100: “Ora consideriamo il Belgio un punto di partenza ad alta volatilità, alla pari della Francia durante gli scioperi del controllo del traffico aereo.”
Fonte: NL Times

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