
I pendolari frontalieri nel Canton Ticino, nel sud della Svizzera, si sono svegliati il 18 maggio con una vasta cancellazione dei treni a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore indetto dal sindacato USB in Italia, che ha coinvolto il personale di Trenitalia, Trenord e Italo. Poiché i treni TILO sono gestiti congiuntamente dalle Ferrovie Federali Svizzere (SBB) e Trenord, cinque linee regionali chiave che normalmente proseguono in Lombardia sono state interrotte al confine, ha riportato MoneyMag.ch alle 07:12. I servizi sulle linee RE80 (Locarno–Zurigo–Milano), S10 (Bellinzona–Chiasso–Como), S30 (Bellinzona–Luino), S40 (Cadenazzo–Varese–Malpensa) e S50 (Bellinzona–Stabio–Malpensa) hanno funzionato normalmente sul lato svizzero, ma sono terminati a Chiasso, Stabio o Pino-Tronzano, lasciando senza collegamenti ferroviari diretti verso Milano o l’aeroporto di Malpensa per gran parte della giornata. Per garantire i collegamenti aerei, TILO ha organizzato autobus diretti tra Stabio e Malpensa, anche se i passeggeri provenienti da Lugano o Bellinzona hanno dovuto prima tornare indietro fino a Stabio. Secondo la legge italiana, le cosiddette “fasce di garanzia” hanno assicurato un servizio minimo tra le 06:00–09:00 e le 18:00–21:00, ma al di fuori di questi orari i viaggiatori hanno dovuto affrontare una vera e propria interruzione. Circa 78.500 lavoratori frontalieri italiani che entrano quotidianamente in Ticino sono stati invitati a raggiungere la prima stazione svizzera in auto, lavorare da remoto o prendere permessi. Anche i corrieri hanno spostato le spedizioni urgenti su strada, aumentando la pressione sui già congestionati valichi autostradali. Per i datori di lavoro svizzeri, il disagio ha evidenziato la fragilità della dipendenza dal personale ferroviario italiano e sottolineato l’importanza di piani di emergenza, dato che ulteriori scioperi sono probabili a causa di controversie su salari e finanziamenti ai servizi pubblici in Italia. I reparti risorse umane sono stati ricordati che le assenze dovute a scioperi di terzi possono richiedere codifiche speciali in busta paga e che le assicurazioni di viaggio raramente coprono ritardi causati da scioperi in Europa. Gli orari normali dovrebbero riprendere la mattina del 19 maggio, ma gli osservatori sottolineano che il crescente malcontento sindacale a sud del confine potrebbe trasformare queste interruzioni in un problema ricorrente per i responsabili della mobilità svizzeri fino al 2026.
Fonte: MoneyMag.ch
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