
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha formalmente richiesto alla Commissione Europea di convocare un gruppo di lavoro urgente per risolvere l'impasse che da un mese impedisce a migliaia di autisti marocchini di ottenere visti Schengen a ingressi multipli a Tangeri e Casablanca. Secondo cablogrammi diplomatici visionati da Hespress, l'arretrato supera le 18.000 domande, bloccando merci agricole deperibili ad Algeciras e costringendo gli stabilimenti spagnoli di componenti auto a Pamplona e Vigo a spedire via aereo parti critiche a un costo quindici volte superiore al normale. La disputa risale al 1° maggio, quando la Spagna ha adottato il nuovo Sistema di Entrata/Uscita UE (EES) nei suoi consolati. La gara per i dati biometrici delle agenzie visti marocchine non è ancora stata assegnata, impedendo agli autisti di fornire le impronte digitali richieste per il visto di lunga durata di tipo C. Madrid ha concesso un periodo di tolleranza di due settimane, ma le guardie di frontiera francesi e italiane continuano a respingere gli autisti marocchini a Perthus e Ventimiglia, sostenendo che i timbri manuali non sono più validi. Gli esportatori spagnoli stimano perdite giornaliere superiori a 4 milioni di euro solo sulla rotta agrumicola Andalusia–Île-de-France. Albares propone una deroga d’emergenza che permetta agli autisti di registrare i dati biometrici al primo ingresso nei porti spagnoli e ricevere un visto provvisorio valido 90 giorni, simile alla deroga introdotta per i lavoratori stagionali britannici nel 2021. Le associazioni logistiche ASTIC e CETM sostengono il piano, avvertendo che l’instabilità della catena di approvvigionamento potrebbe coincidere con il picco estivo dei prodotti freschi. Finora Bruxelles ha segnalato solo che “sono in corso discussioni tecniche”. Per le multinazionali che dipendono dalle consegne just-in-time dal Nord Africa — tra cui Ford Almussafes e Inditex — le opzioni di emergenza includono il trasporto marittimo a corto raggio via Sète o Genova, ma entrambi i porti sono già al 92% della capacità. I responsabili del rischio sono quindi invitati a prevedere almeno 96 ore di scorte di sicurezza per le merci provenienti dal Marocco e a informare i viaggiatori che i controlli ad hoc sulle merci commerciali lungo il corridoio A-7 si sono intensificati. A medio termine, le associazioni di categoria vedono la crisi come un banco di prova per la rapidità con cui l’UE potrà allineare le riforme digitali delle frontiere alle esigenze pratiche del commercio con paesi terzi. Se non si troverà una soluzione prima dell’entrata in vigore dell’EES il 1° settembre, temono che altri settori chiave del lavoro — come i tecnici algerini dei servizi petroliferi operanti in Spagna — possano essere i prossimi a subire disagi.
Fonte: Hespress EN
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