
Il Segretariato di Stato dell’Economia svizzero (SECO) ha lanciato discretamente il suo terzo “Bando per proposte” il 28 maggio 2026, invitando le aziende con sede in Svizzera a presentare progetti di investimento per creare o ripristinare impianti produttivi a lungo termine in Ucraina. Sono stati stanziati fino a 50 milioni di franchi svizzeri di cofinanziamento federale, con contributi individuali che vanno da 3 a 10 milioni di franchi. Questa iniziativa rappresenta la misura più concreta legata alla mobilità che la Svizzera ha adottato da quando ha co-organizzato la Conferenza di Ricostruzione di Lugano nel 2025. Mentre il sostegno precedente si concentrava su aiuti umanitari e servizi di consulenza, il nuovo bando mira esplicitamente a progetti concreti che richiedono team multinazionali, competenze ingegneristiche sul campo e il trasferimento fisico di personale svizzero in Ucraina.
Secondo il SECO, le aziende devono già avere una filiale ucraina in grado di assumersi la responsabilità operativa una volta completata la costruzione. Un comitato congiunto svizzero-ucraino valuterà le proposte e annuncerà i vincitori nella primavera del 2027. Per i responsabili della mobilità globale, questo significa che si può già iniziare a pianificare le missioni all’estero verso una destinazione ancora ad alto rischio ma strategicamente importante. Sarà necessario considerare nei budget le procedure per i permessi di lavoro, i briefing sulla sicurezza, le assicurazioni contro i rischi di guerra e le indennità per condizioni difficili.
Il programma si affianca al piano nazionale svizzero per l’Ucraina 2025-2028 da 1,5 miliardi di franchi, segnalando che Berna si aspetta un ruolo attivo da parte delle multinazionali svizzere, non solo come donatori. L’interesse aziendale sarà probabilmente più forte nei settori dei materiali da costruzione, della trasformazione agroalimentare e dell’ingegneria di precisione, dove le PMI svizzere hanno già una presenza in Ucraina. Il SECO ha confermato che saranno valutati anche progetti per la ricostruzione di corridoi logistici critici o terminali di esportazione, aprendo opportunità per i professionisti del settore trasporti.
Il governo sottolinea che le aziende devono coprire almeno il 50% dei costi totali del progetto; tuttavia, il finanziamento agevolato e la copertura politica garantita da un comitato di selezione svizzero-ucraino riducono significativamente il rischio commerciale. I team di mobilità dovrebbero quindi monitorare la scadenza per la presentazione delle domande, fissata per il 20 settembre, e iniziare a mappare i talenti disponibili a trasferirsi a Kiev, Leopoli o nelle regioni centro-orientali fortemente danneggiate, non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.
Secondo il SECO, le aziende devono già avere una filiale ucraina in grado di assumersi la responsabilità operativa una volta completata la costruzione. Un comitato congiunto svizzero-ucraino valuterà le proposte e annuncerà i vincitori nella primavera del 2027. Per i responsabili della mobilità globale, questo significa che si può già iniziare a pianificare le missioni all’estero verso una destinazione ancora ad alto rischio ma strategicamente importante. Sarà necessario considerare nei budget le procedure per i permessi di lavoro, i briefing sulla sicurezza, le assicurazioni contro i rischi di guerra e le indennità per condizioni difficili.
Il programma si affianca al piano nazionale svizzero per l’Ucraina 2025-2028 da 1,5 miliardi di franchi, segnalando che Berna si aspetta un ruolo attivo da parte delle multinazionali svizzere, non solo come donatori. L’interesse aziendale sarà probabilmente più forte nei settori dei materiali da costruzione, della trasformazione agroalimentare e dell’ingegneria di precisione, dove le PMI svizzere hanno già una presenza in Ucraina. Il SECO ha confermato che saranno valutati anche progetti per la ricostruzione di corridoi logistici critici o terminali di esportazione, aprendo opportunità per i professionisti del settore trasporti.
Il governo sottolinea che le aziende devono coprire almeno il 50% dei costi totali del progetto; tuttavia, il finanziamento agevolato e la copertura politica garantita da un comitato di selezione svizzero-ucraino riducono significativamente il rischio commerciale. I team di mobilità dovrebbero quindi monitorare la scadenza per la presentazione delle domande, fissata per il 20 settembre, e iniziare a mappare i talenti disponibili a trasferirsi a Kiev, Leopoli o nelle regioni centro-orientali fortemente danneggiate, non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Svizzera.Di più da Svizzera
Visualizza tutto
I legislatori di Ginevra respingono il divieto generale di proteste prima del rafforzamento dei controlli alle frontiere del G7
Sondaggio mette in difficoltà l'iniziativa svizzera sul limite alla popolazione