
Un’impennata degli strumenti di intelligenza artificiale presso Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC) si scontra con le limitate risorse della Corte Federale, generando l’arretrato di casi più grande nella storia del tribunale. Secondo dati ottenuti da The Canadian Press e confermati dai registri giudiziari, le domande di immigrazione sono passate da 6.400 nel 2020 a oltre 28.000 nel 2025, con ulteriori 6.600 presentate solo nel primo trimestre del 2026. Gli avvocati attribuiscono questo aumento in parte all’uso da parte di IRCC di piattaforme avanzate di analisi come Chinook, che smistano le domande e producono lettere di rifiuto, ma che, secondo i critici, trascurano prove più sfumate. L’ufficio del Ministro dell’Immigrazione Lena Diab assicura che ogni rifiuto viene comunque esaminato completamente da un operatore umano e che l’IA è limitata a “smistare e riassumere”. Tuttavia, i professionisti segnalano un numero crescente di rifiuti standardizzati quasi identici, che vengono poi annullati in sede di revisione giudiziaria, costringendo richiedenti – e di riflesso i datori di lavoro – a lunghe controversie legali. Con soli 44 giudici in carica, la Corte Federale non riesce a tenere il passo; le udienze che prima richiedevano 12 mesi ora impiegano fino a 18 mesi per essere fissate, ritardando l’impiego di talenti e aumentando i costi di conformità per le aziende. L’arretrato ha ripercussioni immediate per i responsabili della mobilità globale. I datori di lavoro che sponsorizzano permessi di lavoro o residenza permanente tramite Global Talent Stream, CUSMA e percorsi di trasferimento intra-aziendale potrebbero affrontare ritardi a catena quando i casi rifiutati arrivano in tribunale. Le date di avvio dei progetti potrebbero slittare di un anno o più, compromettendo la competitività delle offerte e il riconoscimento dei ricavi. Anche le spese legali sono in aumento: gli studi segnalano un incremento del 30% annuo nei mandati per revisioni giudiziarie dal 2024. Alcuni professionisti consigliano alle aziende di rivedere la propria tolleranza al rischio. Dove possibile, i datori di lavoro stanno anticipando la presentazione di prove supplementari – piani aziendali dettagliati, analisi di mercato e dati finanziari aggiornati – per ridurre le probabilità di essere segnalati dall’automazione. Altri stanno orientandosi verso i programmi provinciali di nomina, che hanno tassi di rifiuto più bassi ma richiedono impegni di residenza che possono complicare le strutture di assegnazione. Guardando al futuro, gli stakeholder chiedono una doppia soluzione: un significativo potenziamento della capacità della Corte Federale e una maggiore trasparenza algoritmica da parte di IRCC. Senza interventi, il collo di bottiglia giudiziario rischia di vanificare i guadagni di efficienza che la trasformazione digitale avrebbe dovuto garantire, minando infine la reputazione del Canada come meta affidabile per talenti altamente qualificati.
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