
La Germania è diventata il primo Stato membro dell’UE a rendere operativo il nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS) aprendo un centro dedicato alle “frontiere esterne” presso l’aeroporto di Berlino-Brandeburgo (BER). Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha inaugurato la struttura il 14 giugno, appena 48 ore dopo l’entrata in vigore formale del GEAS in tutta l’Unione. Situato in un complesso di container recintato accanto al terminal, il centro può ospitare fino a 40 persone le cui richieste di asilo sono considerate manifestamente infondate o che rappresentano un rischio per la sicurezza. I richiedenti sono trattati come “non ancora ammessi” sul territorio tedesco; le loro pratiche vengono gestite dalla Polizia Federale e dai decisori in loco dell’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF) entro 12 settimane. Le decisioni negative comportano l’immediato rimpatrio con il primo volo disponibile, eliminando la necessità di costosi trasferimenti verso centri di detenzione interni. Dobrindt ha definito il centro una “tappa fondamentale” che permetterà alla Germania di “guidare il treno del GEAS invece di frenare”. Ha ribadito che la struttura non è una prigione, ma una zona di screening accelerato che offre “letto, pane e sapone”. Tuttavia, gruppi della società civile hanno criticato l’uso di recinzioni con filo spinato e telecamere 24/7 come una forma di detenzione di fatto, evidenziando l’accesso limitato all’assistenza legale e i rischi per la salute mentale dei viaggiatori vulnerabili. Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: i viaggiatori provenienti dai cosiddetti paesi sicuri che intendono richiedere asilo in Germania saranno processati direttamente in aeroporto e, in caso di esito negativo, rimpatriati rapidamente. Le compagnie aeree potrebbero quindi registrare un minor numero di passeggeri “non ammissibili” in ingresso, ma dovranno affrontare una maggiore responsabilità per i costi dei voli di ritorno in caso di rigetto delle domande. I datori di lavoro che sponsorizzano lavoratori qualificati dovrebbero assicurarsi che i candidati arrivino con il visto corretto o l’approvazione della Blue Card per evitare problemi presso la nuova struttura. Il ministero ha sottolineato che i controlli temporanei alle frontiere interne con gli Stati vicini “proseguiranno per il prossimo futuro” fino a quando il GEAS non dimostrerà la sua efficacia, pertanto i viaggiatori d’affari devono ancora prevedere controlli a campione alle frontiere terrestri. I team di mobilità sono invitati a monitorare ulteriori sviluppi: altri quattro aeroporti tedeschi (FRA, MUC, HAM, DUS) dovrebbero dotarsi di centri simili entro l’inizio del 2027.
Fonte: BILD
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