
Professionisti delle risorse umane di ONG, banche e società di trading di materie prime hanno affollato l’auditorium della Maison de la Paix il 23 giugno 2026 per un workshop di due ore dedicato all’assunzione di talenti extra-UE/AELE. La sessione, condotta dalla specialista in diritto migratorio Fiorella Fernandez Deshogues, ha analizzato i passaggi necessari per trasformare un permesso di soggiorno per studenti in un’autorizzazione al lavoro retribuito ai sensi dell’Articolo 30 LEI. Tra i consigli chiave, l’importanza di dimostrare i test del mercato del lavoro solo per posizioni non incluse nelle liste ufficiali di carenza di competenze, allineare le retribuzioni ai parametri cantonali e presentare le domande corredate da organigrammi chiari e piani di formazione. Fernandez ha avvertito che l’Ufficio Cantonale dell’Ispezione e delle Relazioni del Lavoro (OCIRT) di Ginevra restituisce ora il 18% delle pratiche per documentazione incompleta, il doppio rispetto al 2024. Per i datori di lavoro il tempismo è cruciale: la revisione della Legge sugli stranieri e l’integrazione, in vigore da gennaio 2026, concede ai cantoni maggiore discrezionalità nell’ammettere laureati “altamente qualificati” provenienti da università svizzere. Tuttavia, l’offerta si sta riducendo: i dati SEM indicano che Ginevra ha utilizzato il 78% della quota 2026 per tirocinanti entro maggio, rispetto al 62% dell’anno precedente. I partecipanti hanno inoltre appreso suggerimenti pratici: associare le domande di permesso di lavoro al nuovo portale digitale cantonale a corsia preferenziale; sfruttare, quando possibile, i programmi di scambio per “giovani professionisti”; e sviluppare politiche di mobilità che supportino il soggiorno dei familiari a carico secondo le norme di unità familiare. Il Graduate Institute distribuirà checklist modello, ma Fernandez ha esortato le aziende a verificare ora i fascicoli dei lavoratori stranieri, dato che le sanzioni per errori amministrativi sono salite a 6.000 CHF. I team di mobilità globale dovrebbero quindi prevedere tempi supplementari di almeno otto-dieci settimane per le approvazioni a Ginevra, leggermente più lunghi rispetto a Zurigo o Basilea.
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