
I ministri del Lavoro e delle politiche sociali riuniti a Lussemburgo il 29 giugno hanno dato il via libera politico al pacchetto “Mobilità Lavorativa Equa” che la Presidenza cipriota sta portando avanti nel Consiglio dell’UE da gennaio. Il ministro cipriota del Lavoro, Marinos Moushouttas, ha aperto la sessione pubblica avvertendo che gli abusi nelle modalità di lavoro transfrontaliere rischiano di “minare la libertà di circolazione, pilastro fondamentale del mercato unico”.
Il pacchetto comprende tre iniziative: (1) la modernizzazione dei Regolamenti 883/2004 e 987/2009 sulla coordinazione dei sistemi di sicurezza sociale, (2) un controllo più rigoroso sull’esportazione dei sussidi di disoccupazione tra gli Stati membri, e (3) un mandato alla Commissione per proporre entro dicembre 2026 i Passaporti digitali europei di sicurezza sociale.
Dopo un dibattito di un’ora, i ministri hanno trovato un compromesso che mantiene il principio del “collegamento unico” a un solo sistema nazionale, ma riduce i tempi di verifica: i lavoratori distaccati potranno essere controllati entro 10 giorni anziché 25 come avviene attualmente. Belgio e Paesi Bassi, storicamente scettici verso regole più stringenti, hanno sostenuto il testo cipriota, permettendo un ampio consenso.
Per Cipro, che detiene la presidenza di turno del Consiglio fino alla mezzanotte del 30 giugno, questo risultato rappresenta un traguardo di rilievo. Moushouttas lo ha definito “la prova che un piccolo Stato membro può fare la differenza quando si concentra su risultati concreti”.
Il testo sarà ora sottoposto a revisione legale e linguistica prima dell’adozione formale in un futuro Consiglio Affari Generali; i relatori del Parlamento hanno accolto con favore i progressi e hanno annunciato che i triloghi potrebbero iniziare “all’inizio dell’autunno”.
Sul piano pratico, l’accordo è importante per le multinazionali che spostano il personale in Europa, le agenzie di lavoro temporaneo e i dipartimenti HR che gestiscono i certificati di sicurezza sociale (moduli A1). La verifica più rapida dovrebbe ridurre i casi di distacco fittizio, mentre il passaporto digitale previsto promette meno burocrazia ai controlli alle frontiere.
Tuttavia, i datori di lavoro dovranno adeguare i sistemi di conformità per rispettare i tempi di risposta più brevi e i futuri standard di rendicontazione digitale. I fornitori di servizi con sede a Cipro – in particolare nei settori della navigazione, costruzioni e outsourcing ICT – hanno ora chiarezza su come saranno trattate le loro forze lavoro mobili oltre i confini UE nei prossimi anni.
I consulenti legali raccomandano di mappare subito i flussi di distacco esistenti per rispettare le nuove scadenze di verifica senza interrompere l’attività aziendale.
Il pacchetto comprende tre iniziative: (1) la modernizzazione dei Regolamenti 883/2004 e 987/2009 sulla coordinazione dei sistemi di sicurezza sociale, (2) un controllo più rigoroso sull’esportazione dei sussidi di disoccupazione tra gli Stati membri, e (3) un mandato alla Commissione per proporre entro dicembre 2026 i Passaporti digitali europei di sicurezza sociale.
Dopo un dibattito di un’ora, i ministri hanno trovato un compromesso che mantiene il principio del “collegamento unico” a un solo sistema nazionale, ma riduce i tempi di verifica: i lavoratori distaccati potranno essere controllati entro 10 giorni anziché 25 come avviene attualmente. Belgio e Paesi Bassi, storicamente scettici verso regole più stringenti, hanno sostenuto il testo cipriota, permettendo un ampio consenso.
Per Cipro, che detiene la presidenza di turno del Consiglio fino alla mezzanotte del 30 giugno, questo risultato rappresenta un traguardo di rilievo. Moushouttas lo ha definito “la prova che un piccolo Stato membro può fare la differenza quando si concentra su risultati concreti”.
Il testo sarà ora sottoposto a revisione legale e linguistica prima dell’adozione formale in un futuro Consiglio Affari Generali; i relatori del Parlamento hanno accolto con favore i progressi e hanno annunciato che i triloghi potrebbero iniziare “all’inizio dell’autunno”.
Sul piano pratico, l’accordo è importante per le multinazionali che spostano il personale in Europa, le agenzie di lavoro temporaneo e i dipartimenti HR che gestiscono i certificati di sicurezza sociale (moduli A1). La verifica più rapida dovrebbe ridurre i casi di distacco fittizio, mentre il passaporto digitale previsto promette meno burocrazia ai controlli alle frontiere.
Tuttavia, i datori di lavoro dovranno adeguare i sistemi di conformità per rispettare i tempi di risposta più brevi e i futuri standard di rendicontazione digitale. I fornitori di servizi con sede a Cipro – in particolare nei settori della navigazione, costruzioni e outsourcing ICT – hanno ora chiarezza su come saranno trattate le loro forze lavoro mobili oltre i confini UE nei prossimi anni.
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