
L’ultimo attacco di Ryanair alla Commissione Europea è arrivato il 2 luglio con un avvertimento netto: le popolari destinazioni turistiche francesi come Parigi-Beauvais potrebbero bloccarsi completamente una volta che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES) raggiungerà il pieno regime di registrazione biometrica entro la fine del mese. Secondo il sistema, ogni viaggiatore non appartenente all’UE deve registrare impronte digitali e un’immagine facciale al primo ingresso nell’area Schengen, con verifica ad ogni passaggio successivo.
Sebbene l’EES sia operativo da aprile, la Francia ha adottato finora un approccio “soft” negli aeroporti, implementando gradualmente l’hardware necessario. Tuttavia, il traffico estivo sta già mettendo a dura prova la capacità degli scali. Beauvais, molto utilizzato dalle compagnie low-cost, ha registrato code superiori ai 90 minuti durante il weekend scorso, in occasione della prova dei chioschi, secondo Neal McMahon, responsabile operativo di Ryanair. La compagnia sostiene che l’aeroporto dispone di soli otto chioschi funzionanti per un picco di 4.000 passeggeri all’ora, costringendo a un’elaborazione manuale che aggiunge circa un minuto per viaggiatore. Per un Boeing 737 al completo, questo si traduce in un ritardo cumulativo di oltre un’ora a un singolo punto di controllo.
Le associazioni di settore Airlines for Europe, Airports Council International-Europe e IATA hanno congiuntamente chiesto a Bruxelles di sospendere la raccolta obbligatoria delle impronte digitali per luglio e agosto, avvertendo del rischio di un “blocco sistemico”. La Commissione ha convocato per la prossima settimana un incontro d’emergenza con Stati membri e compagnie, ma i funzionari sostengono che i tempi medi di controllo restano “gestibili”, intorno ai 70 secondi. I sindacati della polizia di frontiera francese replicano che questa stima non considera i rallentamenti causati da famiglie o gruppi turistici che si avvicinano insieme ai chioschi.
Per i manager dei viaggi d’affari la posta in gioco è alta: la Francia ospita oltre 1,3 milioni di meeting aziendali all’anno e molti dirigenti viaggiano più volte al mese tra Parigi e hub extra-UE come Londra, New York e Dubai. Connessioni mancate possono causare problemi di visto e costi imprevisti per l’alloggio. Gli esperti di policy di viaggio consigliano quindi ai lavoratori assegnati nell’area Schengen di prevedere tempi di connessione più lunghi, preregistrare i dati del passaporto nelle app delle compagnie aeree e monitorare in tempo reale le code dove possibile.
Gli operatori aeroportuali francesi sostengono che il caos sarà temporaneo, una volta che i viaggiatori abituali saranno registrati, ma Ryanair insiste che il picco estivo non è il momento giusto per un test di stress. A meno che Bruxelles non conceda una deroga stagionale, i team di mobilità devono prepararsi a tempi di attesa più lunghi ai posti di frontiera francesi, soprattutto per i visitatori alla prima esperienza, che diventeranno la nuova normalità almeno fino alla stagione turistica 2026.
Sebbene l’EES sia operativo da aprile, la Francia ha adottato finora un approccio “soft” negli aeroporti, implementando gradualmente l’hardware necessario. Tuttavia, il traffico estivo sta già mettendo a dura prova la capacità degli scali. Beauvais, molto utilizzato dalle compagnie low-cost, ha registrato code superiori ai 90 minuti durante il weekend scorso, in occasione della prova dei chioschi, secondo Neal McMahon, responsabile operativo di Ryanair. La compagnia sostiene che l’aeroporto dispone di soli otto chioschi funzionanti per un picco di 4.000 passeggeri all’ora, costringendo a un’elaborazione manuale che aggiunge circa un minuto per viaggiatore. Per un Boeing 737 al completo, questo si traduce in un ritardo cumulativo di oltre un’ora a un singolo punto di controllo.
Le associazioni di settore Airlines for Europe, Airports Council International-Europe e IATA hanno congiuntamente chiesto a Bruxelles di sospendere la raccolta obbligatoria delle impronte digitali per luglio e agosto, avvertendo del rischio di un “blocco sistemico”. La Commissione ha convocato per la prossima settimana un incontro d’emergenza con Stati membri e compagnie, ma i funzionari sostengono che i tempi medi di controllo restano “gestibili”, intorno ai 70 secondi. I sindacati della polizia di frontiera francese replicano che questa stima non considera i rallentamenti causati da famiglie o gruppi turistici che si avvicinano insieme ai chioschi.
Per i manager dei viaggi d’affari la posta in gioco è alta: la Francia ospita oltre 1,3 milioni di meeting aziendali all’anno e molti dirigenti viaggiano più volte al mese tra Parigi e hub extra-UE come Londra, New York e Dubai. Connessioni mancate possono causare problemi di visto e costi imprevisti per l’alloggio. Gli esperti di policy di viaggio consigliano quindi ai lavoratori assegnati nell’area Schengen di prevedere tempi di connessione più lunghi, preregistrare i dati del passaporto nelle app delle compagnie aeree e monitorare in tempo reale le code dove possibile.
Gli operatori aeroportuali francesi sostengono che il caos sarà temporaneo, una volta che i viaggiatori abituali saranno registrati, ma Ryanair insiste che il picco estivo non è il momento giusto per un test di stress. A meno che Bruxelles non conceda una deroga stagionale, i team di mobilità devono prepararsi a tempi di attesa più lunghi ai posti di frontiera francesi, soprattutto per i visitatori alla prima esperienza, che diventeranno la nuova normalità almeno fino alla stagione turistica 2026.
Fonte: The Guardian
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