
La portata dell’ultima regolarizzazione dell’immigrazione in Spagna è diventata più chiara il 3 luglio, quando la Segreteria di Stato per la Migrazione ha confermato che 609.737 migranti irregolari hanno presentato domanda durante il periodo dal 16 aprile al 30 giugno, e che ogni richiedente riceve automaticamente un’autorizzazione temporanea al lavoro mentre la pratica viene esaminata. I funzionari hanno riferito ad Africa Eye che quasi 160.000 beneficiari avevano firmato contratti di lavoro formali entro il 30 giugno, colmando carenze nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità, dei trasporti e della sanità. I richiedenti devono aver risieduto in Spagna prima del 31 dicembre 2025, avere un casellario giudiziale pulito e, se approvati, passeranno dal permesso temporaneo a una carta di soggiorno rinnovabile di un anno. Il Ministero dell’Interno ha tre mesi, fino al 30 settembre, per emettere le decisioni. Per i datori di lavoro, il permesso temporaneo elimina il complicato test del mercato del lavoro normalmente richiesto per assumere cittadini non UE, a condizione che il contratto sia registrato presso il servizio pubblico per l’impiego SEPE. Lo studio legale Sagardoy Abogados consiglia di redigere contratti di 12 mesi, in linea con la validità prevista della prima carta di soggiorno, per evitare problemi di conformità futuri. Gli economisti di BBVA Research stimano che la misura potrebbe aumentare il PIL spagnolo dello 0,3% nel 2026, formalizzando il lavoro nell’economia sommersa e ampliando i contributi alla sicurezza sociale. I critici, tra cui il partito di opposizione Partido Popular, sostengono che l’amnistia potrebbe incentivare arrivi irregolari e confliggere con il più rigido regime di controllo delle frontiere esterne dell’UE, preoccupazioni ora amplificate dal rinvio alla Corte Suprema (vedi articolo 1). Indipendentemente dal dibattito politico, le multinazionali con grandi forze lavoro operaie potranno beneficiare di un bacino di talenti legali ampliato. I responsabili della mobilità dovrebbero però monitorare il numero di domanda di ogni dipendente e la data di scadenza del permesso temporaneo, nel caso in cui il processo di approvazione si protragga oltre i tre mesi previsti dalla legge.
Fonte: Africa Eye
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