
Un nuovo rapporto di ManpowerGroup pubblicato il 2 luglio rivela che il 78% delle aziende tecnologiche spagnole non riesce a coprire le posizioni aperte, superando la media dell’UE. Le carenze di competenze sono particolarmente gravi in intelligenza artificiale, cyber-sicurezza e analisi dei dati. L’associazione di settore DigitalES segnala 130.000 posti vacanti cronici, avvertendo che ogni anno progetti del valore di miliardi vengono ritardati o cancellati. Il divario di talenti sta aumentando la pressione sui decisori politici per rivedere la strategia migratoria spagnola. Da gennaio, il visto per nomadi digitali richiede un reddito mensile di 2.849 euro, pari al 200% del salario minimo, una soglia che le startup considerano adeguata per ingegneri senior ma ancora troppo alta per i neolaureati. Nel frattempo, il permesso rapido per professionisti altamente qualificati (HQP) resta burocratico: gli appuntamenti in alcuni consolati superano le otto settimane e le aziende lamentano decisioni incoerenti sulle modalità di lavoro da remoto. La lobby imprenditoriale CEOE chiede un ampliamento del ‘Tech-Visa Express’ che garantisca l’autorizzazione provvisoria al lavoro entro dieci giorni, sul modello del ‘Passeport Talent’ francese. Inoltre, sollecita il governo ad agevolare il passaggio dallo studio al lavoro nelle materie STEM e a esentare da tasse i guadagni da stock option inferiori a 50.000 euro per attrarre personale nelle startup. Il Ministero dell’Inclusione ha lasciato intendere che le modifiche potrebbero essere inserite nel disegno di legge omnibus sul lavoro previsto per l’autunno. Per i team di mobilità globale il messaggio è chiaro: la Spagna resta attraente per il costo della vita e lo stile di vita, ma ottenere i diritti di residenza per gli specialisti sta diventando una sfida competitiva. Le aziende dovrebbero prevedere budget per indennità di trasferimento che coprano assicurazione sanitaria privata, tariffe accelerate per nomadi digitali quando necessario e corsi di spagnolo per migliorare la retention. È inoltre importante monitorare le imminenti modifiche normative che potrebbero ridurre i tempi di attesa, ma introdurre nuovi requisiti salariali o formativi.
Fonte: El HuffPost
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