
Il programma straordinario di regolarizzazione in Spagna—aperto solo dal 16 aprile al 30 giugno—ha proceduto a ritmo record. Il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione ha confermato il 2 luglio che 609.737 dei 1,17 milioni di migranti irregolari che hanno presentato domanda hanno già ottenuto un permesso di soggiorno e lavoro rinnovabile di un anno, che consente loro l’accesso immediato al mercato del lavoro formale mentre le pratiche vengono esaminate nel dettaglio. Il primo lotto di permessi è stato stampato elettronicamente appena nove giorni lavorativi dopo la chiusura della finestra, riflettendo la decisione del ministero di processare le domande in base all’ordine di acquisizione dei dati biometrici e non alla data di invio online. Gli ufficiali riferiscono che l’83% delle domande è stato presentato online, una percentuale paragonabile alle procedure standard di extranjería in Spagna. La maggior parte dei richiedenti proviene dall’America Latina—Colombia (26%), Venezuela (11,7%) e Perù (8,8%) in testa—seguiti dal Marocco (13,4%). Un questionario volontario inviato a 161.000 richiedenti anticipati suggerisce che il 43% ha completato la scuola secondaria superiore o una formazione professionale, mentre il 24% possiede una laurea universitaria; dati che il governo intende utilizzare per abbinare le competenze alle carenze regionali del mercato del lavoro. Per i datori di lavoro, i nuovi permessi eliminano l’onere della sponsorizzazione normalmente richiesto per le prime assunzioni di cittadini non UE. I titolari possono accettare qualsiasi offerta di lavoro in Spagna senza test di mercato del lavoro, a condizione che il contratto preveda almeno il salario minimo legale (€1.425 lordi al mese nel 2026). Questo sta già alleviando le carenze di personale nel turismo, nella logistica agroalimentare e nell’assistenza agli anziani—settori che registrano una domanda record nel pieno della stagione estiva. La regolarizzazione sta anche rimodellando il bilancio della sicurezza sociale spagnola. Solo a giugno, il lavoro straniero ha spinto l’affiliazione totale a un massimo storico di 22,46 milioni di lavoratori; quasi 87.000 di questi nuovi contributori erano cittadini non spagnoli. Il ministero stima che ogni 100.000 lavoratori appena regolarizzati generino circa 250 milioni di euro di tasse annuali sul lavoro e riducano le perdite da lavoro nero di una cifra simile, contribuendo a rafforzare le finanze pensionistiche in un contesto di invecchiamento della popolazione spagnola. Mentre le associazioni imprenditoriali hanno accolto positivamente la misura, il Partito Popolare di opposizione sostiene che il governo abbia offerto “un’amnistia senza risorse per l’integrazione”, avvertendo di pressioni su abitazioni e servizi pubblici. Il ministero replica che la regolarizzazione è una condizione preliminare per l’inclusione e sottolinea un Piano di Integrazione e Cittadinanza da 1,2 miliardi di euro—approvato il 30 giugno—che destina fondi europei e nazionali alla formazione linguistica, al riconoscimento dei titoli e a programmi di affitto accessibile per i nuovi arrivati. Per le aziende con forza lavoro mobile, il messaggio è chiaro: la Spagna si sta posizionando come una delle grandi economie UE più aperte ai migranti con competenze basse e medie, almeno per i prossimi 12 mesi.
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Spagna.Di più da Spagna
Visualizza tutto
El 78 % de tasa de vacantes en el sector tecnológico español reaviva el debate sobre la importación de talento digital
Ryanair avverte di «caos nelle code» negli aeroporti spagnoli per le vacanze a causa del nuovo Sistema di Entrata/Uscita