
I lavoratori marittimi impiegati da Grandi Navi Veloci (GNV) sono tornati al lavoro a mezzogiorno del 23 luglio, dopo uno sciopero nazionale di 24 ore iniziato alle 12:00 CET del 22 luglio. L’astensione dal lavoro, registrata presso il Ministero dei Trasporti da entrambe le sigle sindacali CSLE e ORSA Marittimi, ha bloccato le partenze di traghetti passeggeri e merci sulle rotte principali che collegano Genova, Palermo, Napoli, Sardegna e Tunisia. Lo sciopero ha causato ritardi notturni e ha costretto diverse aziende a deviare merci sensibili al tempo — come farmaci refrigerati e componenti automobilistici — su strada verso porti alternativi come Livorno e Civitavecchia. Migliaia di turisti hanno ricevuto offerte di riprenotazione o voucher per hotel, mentre le navi sono rimaste ormeggiate. GNV assicura di smaltire l’arretrato entro 36 ore e di rispettare le richieste di risarcimento previste dal Regolamento UE 1177/2010. Per i team di mobilità che spostano personale o trasportano beni tra la terraferma e le isole, si prevedono limitazioni di slot e possibili sovrapprezzi fino al weekend. Gli spedizionieri consigliano di confermare in anticipo le disponibilità e di verificare se GNV rilascerà certificati di “forza maggiore” per fini assicurativi. I sindacati minacciano ulteriori azioni ad agosto in caso di stallo nelle trattative salariali, proprio durante la settimana più intensa per i traghetti in Italia, quella di Ferragosto. Le organizzazioni con equipaggi offshore a rotazione o cantieri in Sardegna dovrebbero monitorare i prossimi bollettini di sciopero del MIT e valutare prenotazioni bloccate con operatori concorrenti come Tirrenia e Moby per garantire gli spostamenti essenziali del personale.