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Organizzazione non governativa cipriota critica lo sfratto di 23 migranti indiani dai centri di accoglienza statali

lug 25, 2026
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Organizzazione non governativa cipriota critica lo sfratto di 23 migranti indiani dai centri di accoglienza statali
Una dura dichiarazione del gruppo per i diritti dei migranti KISA, datata 24 luglio, ha rivelato che i Servizi di Assistenza Sociale di Cipro hanno improvvisamente interrotto il sostegno abitativo e alimentare a 23 lavoratori agricoli indiani che avevano denunciato condizioni di lavoro sfruttamento. Secondo KISA, agli uomini è stato detto il 23 luglio di lasciare i dormitori di Limassol dove lo Stato li aveva collocati in attesa delle indagini sulle controversie lavorative. Con temperature superiori ai 38 °C e il divieto di accettare nuovi lavori fino all’approvazione del trasferimento del permesso di lavoro, si sono ritrovati senza reddito né alloggio. KISA ha temporaneamente trasformato parte dei suoi uffici a Nicosia in un dormitorio d’emergenza, avvertendo però che lo spazio è “completamente inadatto all’uso residenziale”. L’episodio mette in luce il conflitto tra il modello cipriota del “lavoratore ospite” — in cui i cittadini di paesi terzi sono legati a un unico datore di lavoro — e le rigide norme sull’immigrazione irregolare dell’isola. Se un contratto viene meno, i lavoratori perdono immediatamente lo status legale e devono trovare un nuovo sponsor autorizzato (un processo lento) o lasciare il paese. Gli avvocati del lavoro segnalano che le falle normative incentivano i reclutatori senza scrupoli a chiedere commissioni illegali e poi abbandonare i lavoratori una volta arrivati. Per i datori di lavoro, il caso rappresenta un ulteriore avvertimento: Cipro sta rafforzando i controlli dopo che le verifiche UE hanno definito l’isola un punto caldo per la tratta di esseri umani. Le aziende che si affidano a personale stagionale — soprattutto in agricoltura, edilizia e ospitalità — devono aspettarsi un controllo più rigoroso sulle catene di reclutamento, sugli standard abitativi e sulle buste paga. La mancata fornitura di alloggi dignitosi rischia ora non solo multe, ma anche danni reputazionali quando le ONG mobilitano i social media. Le multinazionali che trasferiscono personale a Cipro dovrebbero quindi insistere su reclutatori accreditati e includere clausole esplicite sugli alloggi nei contratti con i fornitori. Nel frattempo, il governo sta accelerando la creazione di un portale per i permessi di lavoro che permetterà ai migranti di cambiare datore di lavoro online entro 30 giorni, una riforma che potrebbe ridurre il potere degli sponsor abusivi. Nel breve termine, KISA ha chiesto al Ministero del Lavoro di rilasciare autorizzazioni di lavoro d’emergenza per permettere ai 23 uomini di affittare privatamente. Una decisione è attesa per la prossima settimana; in caso di rifiuto, i lavoratori potrebbero ricevere ordini di espulsione, aggravando ulteriormente un sistema di rimpatri già sotto pressione.
Fonte: Cyprus Mail

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