
Il modello di migrazione lavorativa a Cipro, in vigore da tempo, è tornato sotto i riflettori il 24 luglio, quando l’organizzazione per i diritti KISA ha accusato i Servizi di Assistenza Sociale di aver espulso improvvisamente 23 cittadini indiani da alloggi finanziati dallo Stato. Secondo una dichiarazione di KISA, confermata da un reportage di Cyprus Mail, i migranti – assunti tramite un’agenzia privata per lavori nell’agroindustria – sono stati costretti a lasciare l’ostello con meno di 48 ore di preavviso, dopo la sospensione della licenza del loro datore di lavoro originario. Il gruppo, già indebitato per le spese di reclutamento anticipate, si è ritrovato senza permesso legale di lavoro mentre cercava un nuovo sponsor, incapace di pagare l’affitto nel bel mezzo di un’ondata di caldo record a 41 °C. KISA ha dovuto trasformare parte del suo ufficio a Nicosia in un dormitorio improvvisato per evitare che i migranti dormissero per strada. L’ONG accusa le autorità di violare l’Articolo 7 della Direttiva UE sulle condizioni di accoglienza, che impone agli Stati membri di garantire standard minimi di vita ai cittadini di paesi terzi legalmente presenti che perdono il lavoro senza colpa propria. Un portavoce del Vice Ministero del Welfare Sociale ha dichiarato a Cyprus Mail che i contratti di alloggio erano scaduti e che “sono state offerte soluzioni alternative”, affermazione contestata da KISA. L’episodio ha riacceso il dibattito sul sistema di permessi vincolati di Cipro, che fa perdere ai lavoratori migranti il diritto di soggiorno se lasciano un datore di lavoro abusivo prima di aver completato sei mesi di servizio – una norma criticata dalla Commissione Europea e dai sindacati locali. Per i responsabili della mobilità internazionale, il caso sottolinea l’importanza di una rigorosa due diligence sui fornitori quando si esternalizza il reclutamento a Cipro. Le aziende che impiegano personale tramite fornitori terzi dovrebbero: • Verificare che l’agenzia possieda una licenza valida rilasciata dal Dipartimento del Lavoro. • Inserire clausole contrattuali che obblighino il fornitore a finanziare alloggi d’emergenza in caso di fallimento del collocamento. • Assicurarsi che i lavoratori migranti siano registrati nel nuovo portale online per i permessi di soggiorno, così da poter verificare rapidamente lo status in caso di cambi di incarico. Il governo dovrebbe finalizzare entro fine anno le modifiche al Regolamento sugli Stranieri e l’Immigrazione, che concederanno ai migranti licenziati un periodo di grazia di 60 giorni per trovare un nuovo lavoro senza rischiare di restare senza casa. Fino ad allora, le imprese che impiegano lavoratori stranieri a Cipro dovrebbero monitorare attentamente gli sviluppi in materia di welfare e prevedere un budget per soluzioni abitative di emergenza.
Fonte: Cyprus Mail
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