
Il personale di terra impiegato da Swissport all'aeroporto Son Sant Joan di Palma di Maiorca ha iniziato alle 07:00 di questa mattina, 28 luglio, il primo di quattro giorni previsti di sciopero parziale, dopo il fallimento di una mediazione dell’ultimo minuto. Le astensioni, indette dal sindacato CCOO, si svolgeranno dalle 07:00 alle 12:00 e dalle 19:00 alle 22:00 il 28 luglio e nuovamente il 1, 4 e 8 agosto, coincidenti con le fasce orarie di maggior traffico partenze.
Al centro della protesta ci sono contratti definiti dai lavoratori “precari e fortemente frammentati” e un divario salariale che, secondo loro, è dal 10 al 15% inferiore rispetto a quello dei gestori concorrenti negli altri aeroporti spagnoli. La portavoce sindacale Carmen Martínez ha dichiarato a una radio locale che solo uno su cinque dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, costringendo molti a svolgere più lavori per far fronte al costo della vita elevato sull’isola.
I tentativi di raggiungere un accordo vincolante presso il Tribunale Balearo di Arbitrato e Mediazione sono falliti quando Swissport ha rifiutato di presentare un’offerta salariale migliorata. Gli scioperi arrivano nel pieno della stagione turistica balearica. Lo scorso agosto l’aeroporto di Palma ha gestito 3,9 milioni di passeggeri e prevede un aumento del 4% anno su anno per il 2026.
Qualsiasi interruzione nelle operazioni di rampa, bagagli o check-in può rapidamente causare effetti a catena, costringendo le compagnie aeree a consolidare voli o a lasciare gli aeromobili parcheggiati a Palma in attesa di assistenza a terra. Gli esperti del settore sottolineano che Son Sant Joan opera già vicino al limite massimo orario di 66 movimenti a luglio e agosto, lasciando poco margine per recuperi.
Le agenzie di viaggio consigliano ai viaggiatori d’affari di prevedere tempi di connessione più lunghi, utilizzare il check-in online o in hotel quando possibile e portare il materiale di lavoro essenziale nel bagaglio a mano. Secondo il regolamento UE261, le compagnie aeree sono responsabili dell’assistenza in caso di ritardi superiori a due ore, anche se la causa è uno sciopero di terzi.
Il Ministero dei Trasporti ha stabilito obblighi di servizio minimo che impongono a Swissport di gestire almeno l’80% dei voli programmati, ma il sindacato sostiene che la carenza di personale rende difficile anche rispettare questo minimo. Le trattative dovrebbero riprendere il 31 luglio; in caso di mancato accordo, la vertenza potrebbe protrarsi fino al cruciale weekend di metà agosto.
Al centro della protesta ci sono contratti definiti dai lavoratori “precari e fortemente frammentati” e un divario salariale che, secondo loro, è dal 10 al 15% inferiore rispetto a quello dei gestori concorrenti negli altri aeroporti spagnoli. La portavoce sindacale Carmen Martínez ha dichiarato a una radio locale che solo uno su cinque dipendenti ha un contratto a tempo indeterminato, costringendo molti a svolgere più lavori per far fronte al costo della vita elevato sull’isola.
I tentativi di raggiungere un accordo vincolante presso il Tribunale Balearo di Arbitrato e Mediazione sono falliti quando Swissport ha rifiutato di presentare un’offerta salariale migliorata. Gli scioperi arrivano nel pieno della stagione turistica balearica. Lo scorso agosto l’aeroporto di Palma ha gestito 3,9 milioni di passeggeri e prevede un aumento del 4% anno su anno per il 2026.
Qualsiasi interruzione nelle operazioni di rampa, bagagli o check-in può rapidamente causare effetti a catena, costringendo le compagnie aeree a consolidare voli o a lasciare gli aeromobili parcheggiati a Palma in attesa di assistenza a terra. Gli esperti del settore sottolineano che Son Sant Joan opera già vicino al limite massimo orario di 66 movimenti a luglio e agosto, lasciando poco margine per recuperi.
Le agenzie di viaggio consigliano ai viaggiatori d’affari di prevedere tempi di connessione più lunghi, utilizzare il check-in online o in hotel quando possibile e portare il materiale di lavoro essenziale nel bagaglio a mano. Secondo il regolamento UE261, le compagnie aeree sono responsabili dell’assistenza in caso di ritardi superiori a due ore, anche se la causa è uno sciopero di terzi.
Il Ministero dei Trasporti ha stabilito obblighi di servizio minimo che impongono a Swissport di gestire almeno l’80% dei voli programmati, ma il sindacato sostiene che la carenza di personale rende difficile anche rispettare questo minimo. Le trattative dovrebbero riprendere il 31 luglio; in caso di mancato accordo, la vertenza potrebbe protrarsi fino al cruciale weekend di metà agosto.
Fonte: Cadena SER – Radio Mallorca