
I viaggiatori che transitavano negli aeroporti e sulle autostrade canadesi hanno vissuto una criticità inattesa nella mattina del 17 settembre, quando un guasto tecnico di Bell Canada ha interrotto l’accesso ai servizi di emergenza 911 in diverse province, dalle 03:13 alle 10:00 ET circa. Le agenzie provinciali di gestione delle emergenze di Nova Scotia, Ontario e Quebec hanno lanciato allarmi urgenti sui social media, invitando residenti e visitatori a utilizzare i numeri locali a 10 cifre per polizia e vigili del fuoco fino al ripristino del servizio. Aeroporti come Toronto Pearson (YYZ) e Vancouver (YVR) hanno attivato piani di emergenza, schierando paramedici aggiuntivi nei terminal e chiedendo alle compagnie aeree di informare gli equipaggi in arrivo sui contatti alternativi prima dello sbarco. Le società di ride-sharing hanno temporaneamente limitato le corse nei principali hub, così da permettere ai conducenti di comunicare direttamente con la sicurezza aeroportuale, evitando di affidarsi alle chiamate 911 dai veicoli. Per i responsabili della sicurezza nei viaggi aziendali, l’episodio ha evidenziato le vulnerabilità nei protocolli di duty of care. Molti si affidano ad app mobili che compongono automaticamente il 911 in caso di SOS, ma durante il blackout queste app sono rimaste silenti. Gli esperti consigliano di aggiornare i briefing ai viaggiatori includendo i numeri provinciali non di emergenza e di incoraggiare il download dell’app federale “Emergency Ready”, che fornisce aggiornamenti in tempo reale sulle interruzioni. Bell Canada ha attribuito il disservizio a un malfunzionamento del software della “next-generation 9-1-1 network” e ha promesso un rapporto sulle cause entro 48 ore. Il Canadian Radio-television and Telecommunications Commission (CRTC) ha già annunciato un’indagine, con possibili obblighi per rotte ridondanti che potrebbero costare decine di milioni agli operatori, ma migliorerebbero significativamente la resilienza per turisti e viaggiatori d’affari.