
Lunedì 21 settembre, le deputate Dina Titus (D-NV) e Maria Elvira Salazar (R-FL) hanno ripresentato alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il “Visa Improvement, Streamlined Investment, and Tourism Optimization Reform (VISITOR) Act”. Presentato come H.R. 10106 durante la seconda sessione del 119° Congresso, il disegno di legge mira a riformare i modelli di finanziamento e personale delle sezioni consolari del Dipartimento di Stato, permettendo che una parte delle tasse già pagate per le domande di visto venga reinvestita direttamente in aggiornamenti tecnologici e nell’incremento temporaneo del personale nei consolati con alto volume di richieste all’estero.
Se approvata, la legge istituirebbe un programma pilota pluriennale che autorizza il pagamento degli straordinari e incarichi temporanei per gli ufficiali consolari durante i periodi di picco, simile ai meccanismi già utilizzati da tempo dalla U.S. Customs and Border Protection ai valichi terrestri. Inoltre, il Segretario di Stato sarebbe incaricato di definire standard di servizio pubblici, come un limite massimo di 21 giorni per gli appuntamenti di intervista nella categoria visitatori B-1/B-2, e di pubblicare mensilmente dashboard con i dati sulle prestazioni.
Le associazioni di categoria hanno fatto pressione per questa misura, in risposta alle crescenti lamentele secondo cui i ritardi nei visti compromettono la competitività degli Stati Uniti nell’attrarre turisti, investitori e lavoratori temporanei. L’U.S. Travel Association stima che i ritardi nei visti per visitatori, causati dalla pandemia, abbiano fatto perdere all’economia 23 miliardi di dollari solo nel 2025. Le aziende del settore dell’ospitalità in centri congressuali come Las Vegas e Orlando sostengono il disegno di legge, sottolineando che una gestione prevedibile delle pratiche per i visti è fondamentale per assicurarsi grandi fiere internazionali.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il VISITOR Act potrebbe tradursi in un dispiegamento più rapido dei team di progetto e in una minore dipendenza da “viaggi last minute” per ottenere visti presso consolati di paesi terzi. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che senza riforme parallele presso l’U.S. Citizenship and Immigration Services, soprattutto per le proroghe legate all’occupazione, i benefici potrebbero essere disomogenei.
Il disegno di legge è stato assegnato alle Commissioni Giustizia e Affari Esteri della Camera, dove un testo simile era rimasto bloccato nel Congresso precedente. Gli osservatori sottolineano che il sostegno bipartisan e un calendario legislativo compresso in vista delle elezioni di midterm del 2026 potrebbero dare nuovo slancio alla proposta, soprattutto mentre i legislatori cercano risultati che favoriscano le economie turistiche regionali.
Se approvata, la legge istituirebbe un programma pilota pluriennale che autorizza il pagamento degli straordinari e incarichi temporanei per gli ufficiali consolari durante i periodi di picco, simile ai meccanismi già utilizzati da tempo dalla U.S. Customs and Border Protection ai valichi terrestri. Inoltre, il Segretario di Stato sarebbe incaricato di definire standard di servizio pubblici, come un limite massimo di 21 giorni per gli appuntamenti di intervista nella categoria visitatori B-1/B-2, e di pubblicare mensilmente dashboard con i dati sulle prestazioni.
Le associazioni di categoria hanno fatto pressione per questa misura, in risposta alle crescenti lamentele secondo cui i ritardi nei visti compromettono la competitività degli Stati Uniti nell’attrarre turisti, investitori e lavoratori temporanei. L’U.S. Travel Association stima che i ritardi nei visti per visitatori, causati dalla pandemia, abbiano fatto perdere all’economia 23 miliardi di dollari solo nel 2025. Le aziende del settore dell’ospitalità in centri congressuali come Las Vegas e Orlando sostengono il disegno di legge, sottolineando che una gestione prevedibile delle pratiche per i visti è fondamentale per assicurarsi grandi fiere internazionali.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il VISITOR Act potrebbe tradursi in un dispiegamento più rapido dei team di progetto e in una minore dipendenza da “viaggi last minute” per ottenere visti presso consolati di paesi terzi. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che senza riforme parallele presso l’U.S. Citizenship and Immigration Services, soprattutto per le proroghe legate all’occupazione, i benefici potrebbero essere disomogenei.
Il disegno di legge è stato assegnato alle Commissioni Giustizia e Affari Esteri della Camera, dove un testo simile era rimasto bloccato nel Congresso precedente. Gli osservatori sottolineano che il sostegno bipartisan e un calendario legislativo compresso in vista delle elezioni di midterm del 2026 potrebbero dare nuovo slancio alla proposta, soprattutto mentre i legislatori cercano risultati che favoriscano le economie turistiche regionali.
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