
La Finanzpolizei austriaca ha scoperto 39 violazioni legali a seguito di ispezioni a sorpresa su 28 appaltatori di servizi di pulizia alberghiera a Vienna, Tirolo, Alta Austria, Carinzia e Stiria. L’operazione, annunciata il 12 ottobre 2026, è stata coordinata con un’indagine parallela in Germania che ha preso di mira la stessa rete di intermediazione del lavoro, evidenziando la dimensione transfrontaliera dello sfruttamento dei lavoratori nel settore turistico. Cinque infrazioni riguardavano direttamente la legge sull’impiego degli stranieri (Ausländerbeschäftigungsgesetz), sette erano legate all’evasione dei contributi sociali e 26 violavano le norme sugli orari di lavoro. Gli investigatori hanno inoltre congelato 323.000 euro di tasse arretrate e segnalato quattro fornitori come sospette “società di comodo” utilizzate per nascondere i veri datori di lavoro e aggirare i salari minimi. Un lavoratore irregolare è stato trattenuto per soggiorno illegale. Il ministro delle Finanze Markus Marterbauer ha promesso “tolleranza zero” verso gli abusi che falsano la concorrenza e mettono a rischio i migranti vulnerabili, spesso costretti ad accettare paghe sotto la soglia legale e orari estenuanti in cambio della promessa di uno status legale. Per gli hotel e i responsabili dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: gli obblighi di due diligence non si fermano al personale diretto. I partner esternalizzati per pulizie, catering e manutenzione devono essere verificati per la corretta registrazione, la validità dei permessi di lavoro e la documentazione delle ore straordinarie. Le multe per negligenza possono arrivare fino a 50.000 euro per ogni lavoratore irregolare, e le aziende rischiano di essere escluse dagli appalti pubblici secondo la legge austriaca contro il dumping salariale. Il tempismo dell’operazione è significativo, proprio mentre il turismo invernale si intensifica e il settore chiede un accesso più facile alla manodopera stagionale. Le autorità sottolineano che il giro di vite è rivolto agli intermediari senza scrupoli, non ai datori di lavoro legittimi che rispettano la nuova ordinanza per lavoratori qualificati. Tuttavia, le associazioni del settore turistico invitano i propri membri a inserire clausole di conformità all’immigrazione nei contratti di servizio e a effettuare controlli a sorpresa in loco. Guardando al futuro, il Ministero delle Finanze prevede audit congiunti con l’Ispettorato del Lavoro e suggerisce una collaborazione più stretta con Germania e Italia per tracciare le catene di approvvigionamento transnazionali. Gli specialisti della mobilità devono aspettarsi ulteriori ispezioni a sorpresa, soprattutto in settori ad alta rotazione come l’ospitalità e la logistica, e consigliare ai lavoratori distaccati di portare sempre con sé documenti di identità e permessi di soggiorno sul luogo di lavoro, pratica che diventerà probabilmente standard.
Fonte: ORF Wien
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