
Il sempre popolare visto per nomadi digitali di Cipro – lanciato per la prima volta nel 2022 e ampliato a 500 posti l’anno successivo – ha ricevuto un’improvvisa spinta mediatica il 12 ottobre, quando il sito di relocation Stamped Nomad ha pubblicato una guida aggiornata per il 2026. Pur non essendo una modifica legislativa, l’articolo rappresenta la prima guida completa in inglese da quando il Dipartimento Migrazione ha riaperto silenziosamente le domande alla fine del 2025, e sta già circolando nei forum dedicati al lavoro da remoto.
La guida conferma che la soglia minima di reddito netto rimane a 3.500 euro al mese e che i richiedenti devono presentarsi di persona (o tramite un rappresentante autorizzato) presso gli uffici centrali del Dipartimento Migrazione a Nicosia entro tre mesi dall’arrivo. Vengono inoltre chiariti due punti che avevano creato confusione tra i potenziali candidati: il primo, che la carta di soggiorno iniziale è valida per un anno e può essere rinnovata una sola volta, per un soggiorno totale massimo di tre anni; il secondo, che i giorni trascorsi a Cipro non vengono conteggiati nel limite Schengen di 90 giorni ogni 180, poiché l’isola non fa ancora parte dell’area senza frontiere.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il dato più rilevante è la stabilità della politica. La guida assegna a Cipro un punteggio di “8/10 Stabilità”, sottolineando che il governo non ha manifestato intenzioni di aumentare le soglie di reddito o di inasprire i requisiti, mentre continua a spingere per l’adesione a Schengen. Questo contrasta con la Grecia, dove un disegno di legge propone di raddoppiare il requisito di reddito per i nomadi digitali a partire dal 2027.
Le aziende che consentono ai dipendenti di lavorare da remoto dispongono ora di un unico documento che riassume tutte le opzioni di soggiorno – visto per nomadi digitali, permesso di categoria F per reddito passivo e visto d’investimento (Golden Visa) da 300.000 euro – in una tabella comparativa. I team HR possono utilizzare questa matrice per individuare la soluzione più adatta al profilo di ciascun dipendente, bilanciando tempi di approvazione, esposizione fiscale e diritti dei familiari.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero ricordare ai dipendenti che Cipro appone timbri sul passaporto sia all’ingresso che all’uscita; il mancato registro entro tre mesi annulla il visto e può comportare sanzioni per soggiorno irregolare. Con solo circa 120 posti ancora disponibili su un totale di 500, i responsabili della mobilità che hanno Cipro nel piano di lavoro remoto per il 2027 potrebbero voler accelerare l’identificazione dei candidati e la pianificazione del budget prima che la finestra si chiuda.
La guida conferma che la soglia minima di reddito netto rimane a 3.500 euro al mese e che i richiedenti devono presentarsi di persona (o tramite un rappresentante autorizzato) presso gli uffici centrali del Dipartimento Migrazione a Nicosia entro tre mesi dall’arrivo. Vengono inoltre chiariti due punti che avevano creato confusione tra i potenziali candidati: il primo, che la carta di soggiorno iniziale è valida per un anno e può essere rinnovata una sola volta, per un soggiorno totale massimo di tre anni; il secondo, che i giorni trascorsi a Cipro non vengono conteggiati nel limite Schengen di 90 giorni ogni 180, poiché l’isola non fa ancora parte dell’area senza frontiere.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, il dato più rilevante è la stabilità della politica. La guida assegna a Cipro un punteggio di “8/10 Stabilità”, sottolineando che il governo non ha manifestato intenzioni di aumentare le soglie di reddito o di inasprire i requisiti, mentre continua a spingere per l’adesione a Schengen. Questo contrasta con la Grecia, dove un disegno di legge propone di raddoppiare il requisito di reddito per i nomadi digitali a partire dal 2027.
Le aziende che consentono ai dipendenti di lavorare da remoto dispongono ora di un unico documento che riassume tutte le opzioni di soggiorno – visto per nomadi digitali, permesso di categoria F per reddito passivo e visto d’investimento (Golden Visa) da 300.000 euro – in una tabella comparativa. I team HR possono utilizzare questa matrice per individuare la soluzione più adatta al profilo di ciascun dipendente, bilanciando tempi di approvazione, esposizione fiscale e diritti dei familiari.
Praticamente, i datori di lavoro dovrebbero ricordare ai dipendenti che Cipro appone timbri sul passaporto sia all’ingresso che all’uscita; il mancato registro entro tre mesi annulla il visto e può comportare sanzioni per soggiorno irregolare. Con solo circa 120 posti ancora disponibili su un totale di 500, i responsabili della mobilità che hanno Cipro nel piano di lavoro remoto per il 2027 potrebbero voler accelerare l’identificazione dei candidati e la pianificazione del budget prima che la finestra si chiuda.
Fonte: Stamped Nomad