
Un rapporto dello Stato pubblicato dalla Polizia Federale e diffuso da SWR/Tagesschau evidenzia l’impatto complessivo dei controlli alle frontiere reintrodotti dalla Germania con Francia, Lussemburgo e Belgio. Da ottobre 2024, gli agenti in Renania-Palatinato e Saarland hanno rilevato 8.517 ingressi non autorizzati e respinto 7.935 persone al confine. I dati includono 5.300 rimpatri verso la Francia e 1.800 verso il Lussemburgo. Di rilievo, 277 presunti trafficanti di esseri umani sono stati arrestati e oltre 1.000 persone ricercate per mandati di cattura sono state fermate. Il Ministero dell’Interno sostiene che questi numeri giustificano la controversa prosecuzione politica dei controlli, ora prevista almeno fino a marzo 2027. Tuttavia, le Camere di Commercio di Trier e Saarbrücken lamentano che i controlli aggiungono fino a 20 minuti al tragitto quotidiano per i 50.000 tedeschi che lavorano in Lussemburgo, danneggiando produttività e vendite transfrontaliere. Esperti legali mettono in dubbio la proporzionalità dei controlli, soprattutto dopo l’entrata in vigore quest’estate del nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS), che offre strumenti alternativi per gestire i movimenti secondari. Diverse cause pendenti davanti al Tribunale Amministrativo Federale potrebbero stabilire importanti precedenti sui diritti dei viaggiatori e sulle richieste di risarcimento per appuntamenti di lavoro persi. Per le aziende della Grande Regione, i dati sottolineano la necessità di piani di emergenza solidi. I responsabili della mobilità consigliano al personale transfrontaliero di prevedere tempi di viaggio maggiorati, portare con sé certificati di impiego per dimostrare lo status di pendolare e monitorare gli annunci della polizia su chiusure stradali improvvise, in particolare sull’A64 e sulla B51 vicino a Trier. Guardando al futuro, il Ministero dell’Interno annuncia una revisione trimestrale del regime di controlli, con l’obiettivo di passare a un modello di polizia mobile basato sul rischio. Fino ad allora, le imprese devono considerare i controlli fisici alle frontiere come la norma, non l’eccezione.
Fonte: Tagesschau / SWR
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