
Spagna e Italia hanno concordato di eliminare i controlli interni sui passaporti nell’area Schengen che ciascun paese aveva reintrodotto all’inizio di agosto a seguito dei massicci attraversamenti irregolari verificatisi nell’enclave spagnola di Ceuta, in Nord Africa. Da lunedì 19 ottobre 2026, i viaggiatori che volano o navigano tra i due paesi potranno nuovamente muoversi liberamente all’interno dell’area senza frontiere, senza timbri sistematici sui passaporti né controlli di polizia aggiuntivi.
Questi doppi controlli erano una situazione molto insolita all’interno della zona Schengen. Il governo italiano, guidato dal Primo Ministro Giorgia Meloni, aveva reintrodotto i controlli il 2 agosto, sostenendo che l’aumento degli arrivi a Ceuta rappresentava “una minaccia continua per la sicurezza interna” a causa del rischio di spostamenti secondari verso l’Italia. Madrid aveva risposto due giorni dopo, invocando il principio di reciprocità.
I controlli, estesi a tutte le rotte dei traghetti e a oltre 120 voli settimanali, avevano complicato i programmi di mobilità aziendale e costretto le compagnie aeree ad aumentare il personale negli aeroporti interessati. I viaggiatori d’affari avevano segnalato code fino a 45 minuti a Roma Fiumicino e Barcellona-El Prat durante il picco estivo.
La decisione di sospendere la misura è stata approvata a Bruxelles venerdì 17 ottobre, dopo che entrambi i paesi hanno comunicato alla Commissione Europea che le “circostanze eccezionali” si erano attenuate. Secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, gli arrivi non autorizzati a Ceuta sono diminuiti del 70% da agosto grazie a pattugliamenti congiunti con il Marocco e a controlli biometrici rafforzati al confine esterno dell’enclave. Le autorità italiane, dal canto loro, hanno ottenuto finanziamenti UE per potenziare la sorveglianza di Frontex nel Mediterraneo centrale, permettendo a Roma di sostenere che il rischio di spostamenti successivi è ora “gestibile”.
Per le aziende, questa revoca elimina un livello di incertezza operativa. Si possono ora eliminare i margini di sicurezza negli orari dei voli, le revisioni aggiuntive dei documenti al check-in e la necessità di informare i dipendenti su possibili ritardi. Tuttavia, i responsabili della mobilità dovrebbero monitorare eventuali tensioni politiche residue: il Primo Ministro Meloni ha avvertito che si “riserva il diritto” di riattivare l’Articolo 25 del Codice delle Frontiere Schengen in caso di nuovi picchi di arrivi. Come precauzione, le compagnie spagnole manterranno personale di riserva nei principali scali italiani almeno fino al 1° novembre.
In sintesi: i titolari di passaporti spagnoli e italiani — così come i cittadini di paesi terzi che viaggiano tra i due — potranno da lunedì tornare a risparmiare i consueti 30-40 minuti nei tempi di viaggio da porta a porta. I datori di lavoro con lavoratori distaccati che avevano utilizzato i controlli come prova di presenza ai fini fiscali o previdenziali dovranno adeguare di conseguenza i propri processi di conformità.
Questi doppi controlli erano una situazione molto insolita all’interno della zona Schengen. Il governo italiano, guidato dal Primo Ministro Giorgia Meloni, aveva reintrodotto i controlli il 2 agosto, sostenendo che l’aumento degli arrivi a Ceuta rappresentava “una minaccia continua per la sicurezza interna” a causa del rischio di spostamenti secondari verso l’Italia. Madrid aveva risposto due giorni dopo, invocando il principio di reciprocità.
I controlli, estesi a tutte le rotte dei traghetti e a oltre 120 voli settimanali, avevano complicato i programmi di mobilità aziendale e costretto le compagnie aeree ad aumentare il personale negli aeroporti interessati. I viaggiatori d’affari avevano segnalato code fino a 45 minuti a Roma Fiumicino e Barcellona-El Prat durante il picco estivo.
La decisione di sospendere la misura è stata approvata a Bruxelles venerdì 17 ottobre, dopo che entrambi i paesi hanno comunicato alla Commissione Europea che le “circostanze eccezionali” si erano attenuate. Secondo il Ministero dell’Interno spagnolo, gli arrivi non autorizzati a Ceuta sono diminuiti del 70% da agosto grazie a pattugliamenti congiunti con il Marocco e a controlli biometrici rafforzati al confine esterno dell’enclave. Le autorità italiane, dal canto loro, hanno ottenuto finanziamenti UE per potenziare la sorveglianza di Frontex nel Mediterraneo centrale, permettendo a Roma di sostenere che il rischio di spostamenti successivi è ora “gestibile”.
Per le aziende, questa revoca elimina un livello di incertezza operativa. Si possono ora eliminare i margini di sicurezza negli orari dei voli, le revisioni aggiuntive dei documenti al check-in e la necessità di informare i dipendenti su possibili ritardi. Tuttavia, i responsabili della mobilità dovrebbero monitorare eventuali tensioni politiche residue: il Primo Ministro Meloni ha avvertito che si “riserva il diritto” di riattivare l’Articolo 25 del Codice delle Frontiere Schengen in caso di nuovi picchi di arrivi. Come precauzione, le compagnie spagnole manterranno personale di riserva nei principali scali italiani almeno fino al 1° novembre.
In sintesi: i titolari di passaporti spagnoli e italiani — così come i cittadini di paesi terzi che viaggiano tra i due — potranno da lunedì tornare a risparmiare i consueti 30-40 minuti nei tempi di viaggio da porta a porta. I datori di lavoro con lavoratori distaccati che avevano utilizzato i controlli come prova di presenza ai fini fiscali o previdenziali dovranno adeguare di conseguenza i propri processi di conformità.
Fonte: El País
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