
Il Ministro dei Trasporti Steven MacKinnon si presenterà oggi pomeriggio (21 ottobre) a Saint John, New Brunswick, per annunciare nuove misure volte alla “diversificazione commerciale”. Sebbene il comunicato stampa sia scarno di dettagli, fonti ministeriali confermano che il pacchetto includerà finanziamenti per il potenziamento dei porti e dei corridoi ferroviari, con un impatto diretto sui flussi di merci transfrontalieri e, di conseguenza, sulla mobilità dei viaggiatori d’affari internazionali che accompagnano le operazioni di carico.
Il Canada Atlantico ha affrontato problemi di capacità dal 2025, quando carenze di manodopera e conflitti per l’assegnazione degli ormeggi hanno deviato volumi record di container da Montreal. Il Porto di Saint John, unico accesso atlantico canadese con collegamento ferroviario diretto al Midwest degli Stati Uniti, ha registrato una crescita a doppia cifra dei volumi, ma soffre di ritardi nelle ispezioni doganali e di spazi limitati per il deposito a temperatura controllata.
Le associazioni di settore hanno fatto pressione su Ottawa per un progetto pilota di “sportello unico” doganale e un ampliamento delle procedure di pre-sdoganamento, simili agli accordi CBSA/CBP già in vigore nei terminal marittimi di Vancouver. Secondo fonti, il ministro destinerà fino a 400 milioni di dollari canadesi in quattro anni per l’allungamento degli ormeggi, il potenziamento della ferrovia a riva e un sistema digitalizzato di manifesti di carico collegato alla CBSA.
Per gli spedizionieri, una gestione più rapida significa minori costi di stazionamento; per i team di mobilità, meno cambiamenti dell’ultimo minuto negli itinerari di ingegneri, periti e tecnici stranieri che arrivano per mettere in funzione le attrezzature. L’annuncio ha anche un peso strategico: mentre il Canada riduce la dipendenza dalle esportazioni verso un unico mercato, i porti atlantici rappresentano una copertura contro la congestione e i disordini sindacali della costa occidentale. Rafforzare Saint John posiziona il Canada per attrarre scambi con Europa e Indo-Pacifico nell’ambito degli accordi CETA e CPTPP.
Se le infrastrutture promesse accelereranno le procedure doganali, le aziende dovrebbero riconsiderare i porti di ingresso preferiti nei cicli di approvvigionamento del 2027. I responsabili dei viaggi potrebbero inoltre beneficiare di una maggiore disponibilità per le interviste di iscrizione NEXUS marittime, da tempo in arretrato nella regione.
I dettagli completi del progetto e le finestre per le domande di contributi a fondo perduto saranno disponibili sul sito di Transport Canada entro dieci giorni lavorativi.
Il Canada Atlantico ha affrontato problemi di capacità dal 2025, quando carenze di manodopera e conflitti per l’assegnazione degli ormeggi hanno deviato volumi record di container da Montreal. Il Porto di Saint John, unico accesso atlantico canadese con collegamento ferroviario diretto al Midwest degli Stati Uniti, ha registrato una crescita a doppia cifra dei volumi, ma soffre di ritardi nelle ispezioni doganali e di spazi limitati per il deposito a temperatura controllata.
Le associazioni di settore hanno fatto pressione su Ottawa per un progetto pilota di “sportello unico” doganale e un ampliamento delle procedure di pre-sdoganamento, simili agli accordi CBSA/CBP già in vigore nei terminal marittimi di Vancouver. Secondo fonti, il ministro destinerà fino a 400 milioni di dollari canadesi in quattro anni per l’allungamento degli ormeggi, il potenziamento della ferrovia a riva e un sistema digitalizzato di manifesti di carico collegato alla CBSA.
Per gli spedizionieri, una gestione più rapida significa minori costi di stazionamento; per i team di mobilità, meno cambiamenti dell’ultimo minuto negli itinerari di ingegneri, periti e tecnici stranieri che arrivano per mettere in funzione le attrezzature. L’annuncio ha anche un peso strategico: mentre il Canada riduce la dipendenza dalle esportazioni verso un unico mercato, i porti atlantici rappresentano una copertura contro la congestione e i disordini sindacali della costa occidentale. Rafforzare Saint John posiziona il Canada per attrarre scambi con Europa e Indo-Pacifico nell’ambito degli accordi CETA e CPTPP.
Se le infrastrutture promesse accelereranno le procedure doganali, le aziende dovrebbero riconsiderare i porti di ingresso preferiti nei cicli di approvvigionamento del 2027. I responsabili dei viaggi potrebbero inoltre beneficiare di una maggiore disponibilità per le interviste di iscrizione NEXUS marittime, da tempo in arretrato nella regione.
I dettagli completi del progetto e le finestre per le domande di contributi a fondo perduto saranno disponibili sul sito di Transport Canada entro dieci giorni lavorativi.
Fonte: Transport Canada
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