
L’Agenzia dell’UE per i Diritti Fondamentali (FRA) ha pubblicato il suo terzo bollettino trimestrale su Migrazione e Diritti Fondamentali il 22 ottobre, mettendo in luce la proposta della Finlandia del 3 settembre di prorogare fino al 31 dicembre 2028 la controversa Legge sulla Sicurezza delle Frontiere. Questa legge consente al governo, tramite decisione separata, di sospendere la presentazione delle domande di asilo in alcune aree del paese durante episodi di migrazione ibrida — potere esercitato alla fine del 2023 per chiudere l’intera frontiera terrestre orientale della Finlandia con la Russia. Il rapporto della FRA riconosce le preoccupazioni di sicurezza di Helsinki, ma avverte che ogni proroga deve essere accompagnata da solide garanzie per tutelare il diritto di chiedere asilo e il principio di non-refoulement.
Il bollettino riporta inoltre l’annuncio della Guardia di Frontiera finlandese riguardo al completamento strutturale di una recinzione lunga 200 chilometri e alta 4,5 metri lungo tratti chiave del confine russo, con l’integrazione di sensori ancora in corso. Le ONG con sede a Bruxelles sostengono che la recinzione rischia di deviare i richiedenti asilo verso rotte più pericolose.
Per i datori di lavoro, l’impatto immediato è la continuità: la frontiera terrestre orientale, chiusa al traffico passeggeri da dicembre 2023, rimarrà quasi certamente chiusa nel prossimo futuro. Le rotazioni del personale tra Finlandia e Russia dovranno quindi continuare a fare affidamento su limitati collegamenti ferroviari merci tramite Vainikkala o su rotte aeree indirette. Le aziende dovrebbero inoltre rivedere i piani di gestione delle crisi nel caso in cui decisioni governative improvvise limitassero nuovamente i luoghi in cui presentare le domande di asilo, influenzando anche i familiari accompagnatori dei dipendenti.
Il bollettino della FRA arriva mentre le istituzioni UE negoziano gli ultimi dettagli del Patto su Migrazione e Asilo, rendendo l’approccio finlandese un possibile caso di prova su come gli Stati membri bilanciano la sicurezza delle frontiere con gli obblighi in materia di diritti fondamentali. Gli operatori della mobilità dovrebbero monitorare se i poteri estesi influenzano i tempi di elaborazione alle altre frontiere o scatenano misure reciproche da parte degli Stati vicini.
Il bollettino riporta inoltre l’annuncio della Guardia di Frontiera finlandese riguardo al completamento strutturale di una recinzione lunga 200 chilometri e alta 4,5 metri lungo tratti chiave del confine russo, con l’integrazione di sensori ancora in corso. Le ONG con sede a Bruxelles sostengono che la recinzione rischia di deviare i richiedenti asilo verso rotte più pericolose.
Per i datori di lavoro, l’impatto immediato è la continuità: la frontiera terrestre orientale, chiusa al traffico passeggeri da dicembre 2023, rimarrà quasi certamente chiusa nel prossimo futuro. Le rotazioni del personale tra Finlandia e Russia dovranno quindi continuare a fare affidamento su limitati collegamenti ferroviari merci tramite Vainikkala o su rotte aeree indirette. Le aziende dovrebbero inoltre rivedere i piani di gestione delle crisi nel caso in cui decisioni governative improvvise limitassero nuovamente i luoghi in cui presentare le domande di asilo, influenzando anche i familiari accompagnatori dei dipendenti.
Il bollettino della FRA arriva mentre le istituzioni UE negoziano gli ultimi dettagli del Patto su Migrazione e Asilo, rendendo l’approccio finlandese un possibile caso di prova su come gli Stati membri bilanciano la sicurezza delle frontiere con gli obblighi in materia di diritti fondamentali. Gli operatori della mobilità dovrebbero monitorare se i poteri estesi influenzano i tempi di elaborazione alle altre frontiere o scatenano misure reciproche da parte degli Stati vicini.
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