
Il presidente Alexander Stubb ha firmato la legge 912/2026 il 20 ottobre, ma le modifiche operative entreranno in vigore la prossima settimana: dal 27 ottobre, il Servizio Immigrazione Finlandese (Migri) dovrà prendere decisioni anche sulle domande di soggiorno per lavoro più complesse entro un limite massimo tassativo di tre mesi. I casi più semplici continueranno a rispettare la scadenza Fast-Track di due mesi. La modifica rafforza anche le tutele per i lavoratori. Dal 2025, i titolari di permesso che perdono il lavoro godono di un periodo di grazia di tre mesi (sei mesi per specialisti e residenti di lungo termine) prima che Migri possa revocare lo status. Le nuove regole aggiungono ulteriori tre mesi se ci sono prove credibili di condizioni di lavoro “particolarmente sfruttative”, offrendo così ai lavoratori vulnerabili fino a nove mesi per trovare un nuovo impiego o cambiare status. Per i team HR aziendali il messaggio è duplice. Primo, la qualità della domanda è più importante che mai: il conteggio del termine legale inizia solo dopo la raccolta dei dati biometrici e la completa documentazione. Mancano buste paga o un contratto di lavoro non firmato? Il conto alla rovescia si blocca, esponendo i progetti a ritardi. Secondo, i datori di lavoro devono ora segnalare ogni assunzione da paesi extra-UE – inclusi i familiari di cittadini UE – entro sette giorni. La mancata comunicazione è un illecito in materia di immigrazione che può comportare multe e l’esclusione da future sponsorizzazioni. Le autorità finlandesi ammettono che rispettare le nuove scadenze sarà difficile senza risorse aggiuntive, soprattutto con il ritorno dei volumi post-pandemia. Migri punta molto sull’automazione e sul portale online Enter Finland per smistare i casi semplici, mentre i fascicoli complessi saranno affidati a team specializzati. Le aziende con alta domanda stagionale (in particolare ICT, clean-tech e ospitalità) dovrebbero quindi prenotare presto gli appuntamenti biometrici e monitorare Enter Finland per eventuali segnalazioni di casi “eccezionalmente complessi” che bloccano il termine. La legge allinea la Finlandia alla Direttiva UE sul Permesso Unico (UE) 2024/1233, che impone tempi massimi chiari per l’elaborazione delle domande. I datori di lavoro possono ora confrontare con maggiore sicurezza i tempi in tutto il blocco, ma devono anche prepararsi a un’applicazione più rigorosa: una volta fissati i limiti, le autorità tendono a controllare più attentamente la conformità dei datori per evitare che scadenze incomplete compromettano i propri tempi.
Fonte: MigrantIQ
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