
Il parlamento austriaco ha introdotto una nuova modalità di immigrazione nella legge sulla residenza e il soggiorno, che faciliterà la vita a migliaia di lavoratori frontalieri residenti negli Stati membri vicini dell’UE ma in possesso di passaporti di paesi terzi. A partire dal 1° dicembre 2025, il nuovo “Permesso di Soggiorno – Lavoratore Frontaliero” (Aufenthaltstitel Grenzgänger) consentirà di vivere e lavorare nei distretti di confine austriaci per periodi fino a due anni consecutivi.
I richiedenti devono già avere il permesso di soggiorno permanente e pieno accesso al mercato del lavoro nel paese di residenza, mantenere lì la loro abitazione principale e recarsi regolarmente sul posto di lavoro in Austria, in distretti o città idonei come Innsbruck, Salisburgo, Klagenfurt o Villach.
A differenza della Carta Rossa-Bianca-Rossa, che presuppone un trasferimento completo, questo nuovo permesso è pensato per ingegneri di Bratislava che guidano fino a uno stabilimento di chip in Bassa Austria, consulenti IT di Brno che supportano clienti a Vienna o manager logistici ungheresi che attraversano quotidianamente l’autostrada A4 per raggiungere magazzini in Burgenland. I datori di lavoro devono comunque ottenere un parere positivo dal Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS), che confermi l’assenza di candidati qualificati austriaci o UE, ma la procedura sarà più rapida poiché la copertura previdenziale resta nel paese di origine.
Le autorità sottolineano che questa misura colma una lacuna del regime di libera circolazione UE: mentre i cittadini UE possono spostarsi liberamente, i cittadini di paesi terzi stabiliti a lungo termine in uno Stato vicino dovevano affidarsi a frequenti viaggi da visitatori d’affari o a lunghe notifiche per lavoratori distaccati. Il nuovo permesso allinea l’Austria a schemi simili in Germania e Svizzera ed è considerato cruciale per le filiere automotive concentrate lungo i confini slovacco e ungherese.
Per i responsabili della mobilità la parola chiave è prevedibilità. I team HR potranno offrire contratti di lavoro permanenti invece di invii brevi e ripetuti, ridurre la duplicazione dei contributi previdenziali e pianificare le date di inizio con maggiore certezza. I datori di lavoro dovrebbero aggiornare le politiche di assegnazione, le interfacce paghe e i manuali di conformità per i lavoratori distaccati prima del lancio previsto per il 1° dicembre. I consulenti legali raccomandano inoltre di preparare lettere esplicative per la polizia di frontiera, dato che il nuovo permesso sarà poco conosciuto nei primi mesi di applicazione.
I richiedenti devono già avere il permesso di soggiorno permanente e pieno accesso al mercato del lavoro nel paese di residenza, mantenere lì la loro abitazione principale e recarsi regolarmente sul posto di lavoro in Austria, in distretti o città idonei come Innsbruck, Salisburgo, Klagenfurt o Villach.
A differenza della Carta Rossa-Bianca-Rossa, che presuppone un trasferimento completo, questo nuovo permesso è pensato per ingegneri di Bratislava che guidano fino a uno stabilimento di chip in Bassa Austria, consulenti IT di Brno che supportano clienti a Vienna o manager logistici ungheresi che attraversano quotidianamente l’autostrada A4 per raggiungere magazzini in Burgenland. I datori di lavoro devono comunque ottenere un parere positivo dal Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS), che confermi l’assenza di candidati qualificati austriaci o UE, ma la procedura sarà più rapida poiché la copertura previdenziale resta nel paese di origine.
Le autorità sottolineano che questa misura colma una lacuna del regime di libera circolazione UE: mentre i cittadini UE possono spostarsi liberamente, i cittadini di paesi terzi stabiliti a lungo termine in uno Stato vicino dovevano affidarsi a frequenti viaggi da visitatori d’affari o a lunghe notifiche per lavoratori distaccati. Il nuovo permesso allinea l’Austria a schemi simili in Germania e Svizzera ed è considerato cruciale per le filiere automotive concentrate lungo i confini slovacco e ungherese.
Per i responsabili della mobilità la parola chiave è prevedibilità. I team HR potranno offrire contratti di lavoro permanenti invece di invii brevi e ripetuti, ridurre la duplicazione dei contributi previdenziali e pianificare le date di inizio con maggiore certezza. I datori di lavoro dovrebbero aggiornare le politiche di assegnazione, le interfacce paghe e i manuali di conformità per i lavoratori distaccati prima del lancio previsto per il 1° dicembre. I consulenti legali raccomandano inoltre di preparare lettere esplicative per la polizia di frontiera, dato che il nuovo permesso sarà poco conosciuto nei primi mesi di applicazione.
Fonte: Hudson McKenzie Insights
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