
Mancano solo cinque settimane alla scadenza dei Permessi di Soggiorno Biometrici (BRP) cartacei, che cesseranno di essere validi il 31 dicembre 2025. L’Immigration Law Practitioners’ Association (ILPA) ha inviato una lettera aperta al Home Office definendo la transizione verso i visti digitali eVisa “frettolosa e comunicata in modo insufficiente”. La lettera, firmata da oltre 230 avvocati, organizzazioni non profit e specialisti HR, è stata pubblicata il 26 novembre e sottolinea cinque criticità principali: assenza di un periodo di transizione esteso, problemi tecnici nel sistema account di UK Visas & Immigration (UKVI), supporto inadeguato per i migranti vulnerabili, messaggi contraddittori rivolti ai datori di lavoro e campagne di sensibilizzazione pubblica insufficienti.
Secondo il piano del Home Office, ogni migrante non-UE con permesso di soggiorno dovrà creare un account online UKVI e collegarlo al proprio passaporto entro fine anno; lo status sarà quindi conservato esclusivamente in formato digitale. Dal 1° gennaio 2026, le carte BRP non saranno più valide come prova del diritto a lavorare, affittare o accedere al NHS. Datori di lavoro, proprietari e enti pubblici dovranno invece affidarsi ai codici di condivisione generati dalla piattaforma eVisa.
ILPA avverte che migliaia di persone rischiano di perdere lo status legale perché le email vengono inviate ai rappresentanti legali anziché direttamente ai migranti, e alcuni link per la creazione degli account non funzionano. L’associazione chiede un approccio graduale, linee di assistenza attive 24/7 e indicazioni più chiare per i team HR che utilizzano il servizio Employer Checking.
Per i responsabili della mobilità globale e delle risorse umane, il rischio operativo maggiore è il lavoro illegale involontario se il BRP di un dipendente scade prima dell’attivazione dell’account eVisa. Le aziende dovrebbero verificare subito le condizioni lavorative dei dipendenti stranieri, programmare le registrazioni eVisa con largo anticipo rispetto alle chiusure natalizie e informare i manager di linea di non copiare i BRP per le assunzioni dopo gennaio. I sistemi IT che archiviano le prove del diritto al lavoro devono essere aggiornati per gestire i codici digitali e automatizzare i controlli in caso di rinnovo del passaporto.
Il passaggio agli eVisa è centrale nell’obiettivo governativo di una frontiera senza carta, ma la lettera odierna evidenzia che la fase di attuazione presenta ancora lacune. I datori di lavoro che si preparano per tempo eviteranno violazioni delle normative HR e proteggeranno il personale coinvolto da eventuali perdite accidentali dello status legale.
Secondo il piano del Home Office, ogni migrante non-UE con permesso di soggiorno dovrà creare un account online UKVI e collegarlo al proprio passaporto entro fine anno; lo status sarà quindi conservato esclusivamente in formato digitale. Dal 1° gennaio 2026, le carte BRP non saranno più valide come prova del diritto a lavorare, affittare o accedere al NHS. Datori di lavoro, proprietari e enti pubblici dovranno invece affidarsi ai codici di condivisione generati dalla piattaforma eVisa.
ILPA avverte che migliaia di persone rischiano di perdere lo status legale perché le email vengono inviate ai rappresentanti legali anziché direttamente ai migranti, e alcuni link per la creazione degli account non funzionano. L’associazione chiede un approccio graduale, linee di assistenza attive 24/7 e indicazioni più chiare per i team HR che utilizzano il servizio Employer Checking.
Per i responsabili della mobilità globale e delle risorse umane, il rischio operativo maggiore è il lavoro illegale involontario se il BRP di un dipendente scade prima dell’attivazione dell’account eVisa. Le aziende dovrebbero verificare subito le condizioni lavorative dei dipendenti stranieri, programmare le registrazioni eVisa con largo anticipo rispetto alle chiusure natalizie e informare i manager di linea di non copiare i BRP per le assunzioni dopo gennaio. I sistemi IT che archiviano le prove del diritto al lavoro devono essere aggiornati per gestire i codici digitali e automatizzare i controlli in caso di rinnovo del passaporto.
Il passaggio agli eVisa è centrale nell’obiettivo governativo di una frontiera senza carta, ma la lettera odierna evidenzia che la fase di attuazione presenta ancora lacune. I datori di lavoro che si preparano per tempo eviteranno violazioni delle normative HR e proteggeranno il personale coinvolto da eventuali perdite accidentali dello status legale.
Fonte: Five Star International
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