
La Commissaria cipriota per l’Amministrazione e i Diritti Umani (Ombudswoman), Maria Stylianou-Lottides, ha lanciato l’allarme su una lacuna amministrativa poco nota ma di grande impatto: i richiedenti asilo non possono registrarsi sul portale digitale statale CY-Login perché gli sportelli per la verifica dell’identità rifiutano i documenti in loro possesso.
CY-Login è diventato il punto di accesso principale a quasi tutti i servizi pubblici, dalla registrazione agli uffici del lavoro e alle prestazioni sociali, fino all’iscrizione scolastica e ai rimborsi medici. La verifica, però, richiede una carta d’identità cipriota, un certificato di registrazione UE o un permesso di soggiorno valido. I richiedenti asilo non dispongono di nessuno di questi documenti, ma solo di “lettere di conferma” che attestano la loro domanda di protezione internazionale. I Centri di Servizio al Cittadino e gli uffici postali ciprioti non accettano queste lettere.
L’indagine dell’Ombudswoman, avviata dopo il reclamo di un’ONG e il caso di una madre single impossibilitata a rinnovare il permesso di lavoro, ha rivelato che i ministeri erano a conoscenza della falla fin dal 2022, dopo un incontro inter-agenzia, ma non hanno adottato misure correttive. Il Dipartimento dei Servizi Informatici sostiene che l’identità dei richiedenti asilo non è definitivamente accertata al momento della domanda e può cambiare successivamente, quindi non rientrano nelle regole di CY-Login.
Stylianou-Lottides respinge questa giustificazione, sottolineando che con la digitalizzazione esclusiva dei servizi pubblici devono essere garantite vie alternative, altrimenti si violano diritti fondamentali come l’accesso al lavoro, alle prestazioni sociali e all’istruzione. Invita il Vice Ministero per la Ricerca, l’Innovazione e la Politica Digitale, il Dipartimento Migrazione e il Servizio Asilo a creare un percorso di verifica temporaneo, ad esempio con conferme in presenza o deleghe autorizzative.
Per datori di lavoro, responsabili del trasferimento e ONG il messaggio è chiaro: lavoratori stranieri o familiari con richieste di asilo in corso potrebbero improvvisamente non riuscire a rinnovare permessi di lavoro o ricevere pagamenti previdenziali. Le aziende devono essere pronte ad accompagnare i lavoratori agli sportelli fisici o a richiedere procedure manuali fino a quando non sarà disponibile una soluzione digitale.
CY-Login è diventato il punto di accesso principale a quasi tutti i servizi pubblici, dalla registrazione agli uffici del lavoro e alle prestazioni sociali, fino all’iscrizione scolastica e ai rimborsi medici. La verifica, però, richiede una carta d’identità cipriota, un certificato di registrazione UE o un permesso di soggiorno valido. I richiedenti asilo non dispongono di nessuno di questi documenti, ma solo di “lettere di conferma” che attestano la loro domanda di protezione internazionale. I Centri di Servizio al Cittadino e gli uffici postali ciprioti non accettano queste lettere.
L’indagine dell’Ombudswoman, avviata dopo il reclamo di un’ONG e il caso di una madre single impossibilitata a rinnovare il permesso di lavoro, ha rivelato che i ministeri erano a conoscenza della falla fin dal 2022, dopo un incontro inter-agenzia, ma non hanno adottato misure correttive. Il Dipartimento dei Servizi Informatici sostiene che l’identità dei richiedenti asilo non è definitivamente accertata al momento della domanda e può cambiare successivamente, quindi non rientrano nelle regole di CY-Login.
Stylianou-Lottides respinge questa giustificazione, sottolineando che con la digitalizzazione esclusiva dei servizi pubblici devono essere garantite vie alternative, altrimenti si violano diritti fondamentali come l’accesso al lavoro, alle prestazioni sociali e all’istruzione. Invita il Vice Ministero per la Ricerca, l’Innovazione e la Politica Digitale, il Dipartimento Migrazione e il Servizio Asilo a creare un percorso di verifica temporaneo, ad esempio con conferme in presenza o deleghe autorizzative.
Per datori di lavoro, responsabili del trasferimento e ONG il messaggio è chiaro: lavoratori stranieri o familiari con richieste di asilo in corso potrebbero improvvisamente non riuscire a rinnovare permessi di lavoro o ricevere pagamenti previdenziali. Le aziende devono essere pronte ad accompagnare i lavoratori agli sportelli fisici o a richiedere procedure manuali fino a quando non sarà disponibile una soluzione digitale.
Fonte: In-Cyprus
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