
I datori di lavoro polacchi si sono svegliati il 7 dicembre con la conferma che una delle vie migratorie più utilizzate per lavoratori stagionali e a bassa qualifica è diventata notevolmente più costosa. Sabato sera, diversi uffici del lavoro regionali e il Ministero della Famiglia, del Lavoro e della Politica Sociale hanno chiarito che la tariffa per la registrazione dell'*oświadczenie o powierzeniu wykonywania pracy cudzoziemcowi* (dichiarazione di intenti di impiego di uno straniero) è quadruplicata, passando da 100 a 400 PLN a partire dal 1° dicembre 2025. La modifica deriva da un pacchetto di quattro regolamenti esecutivi emessi tra il 20 e il 21 novembre, che attuano la nuova legge polacca sulle condizioni per l’ammissione all’impiego di lavoratori stranieri.
La procedura dell'*oświadczenie* rappresenta la spina dorsale del sistema ultra-semplificato di autorizzazione al lavoro in Polonia, che consente ai cittadini di alcuni Paesi selezionati di lavorare fino a sei mesi senza dover affrontare l’intero iter per il permesso di lavoro. Nel 2024 questo canale ha rappresentato circa la metà delle assunzioni iniziali di cittadini extra-UE, soprattutto nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’agricoltura. Le autorità sostengono che l’aumento della tariffa allinea i costi a quelli del percorso più complesso del permesso di lavoro e scoraggerà le reti di frode che sfruttavano il sistema di dichiarazione per il traffico di manodopera a basso costo. I datori di lavoro che hanno presentato dichiarazioni prima del 1° dicembre pagheranno ancora la vecchia tariffa di 100 PLN, mentre per tutte le domande a partire dal 1° dicembre sarà necessario allegare la prova del pagamento di 400 PLN.
Altro cambiamento significativo riguarda la lista delle nazionalità ammesse al percorso semplificato. La Georgia è stata esclusa, lasciando solo Armenia, Bielorussia, Moldavia e Ucraina. I cittadini georgiani già impiegati con dichiarazioni valide potranno continuare fino alla scadenza dell’autorizzazione in corso, ma non potranno essere presentate nuove dichiarazioni per loro. Il governo giustifica la decisione con una revisione basata sui dati relativi ai tassi di permanenza oltre il termine e alle lacune non colmate nel mercato del lavoro; tuttavia, le camere di commercio avvertono che questa scelta penalizzerà i datori di lavoro nei settori dell’ospitalità e della trasformazione alimentare, che facevano affidamento su un flusso costante di lavoratori georgiani.
Le implicazioni pratiche per i datori di lavoro internazionali sono immediate. I team HR devono aggiornare le previsioni di costo e i budget interni, assicurarsi che le domande di dichiarazione includano il nuovo importo di pagamento e rivedere i canali di reclutamento basati sulla nazionalità. Le agenzie di staffing multinazionali dovrebbero informare i clienti che i candidati georgiani ora richiedono il più lungo iter per il permesso di lavoro, che aggiunge da quattro a otto settimane ai tempi di attesa. Le aziende che pianificano assunzioni stagionali di massa nella primavera 2026 sono inoltre invitate a considerare la nuova tariffa più alta nelle offerte economiche e nei margini di progetto.
Guardando al futuro, i consulenti per l’immigrazione prevedono che il governo monitorerà se l’aumento della tariffa ridurrà la domanda o spingerà semplicemente i datori di lavoro verso soluzioni non regolamentate. Una clausola di valutazione a metà 2026 prevista dalla legge consente al ministero di rivedere nuovamente tariffe e liste di Paesi. Per ora, però, la Polonia ha segnalato che la sua ex via rapida a basso costo per i lavoratori stranieri sta entrando in una fase più regolamentata e più costosa.
La procedura dell'*oświadczenie* rappresenta la spina dorsale del sistema ultra-semplificato di autorizzazione al lavoro in Polonia, che consente ai cittadini di alcuni Paesi selezionati di lavorare fino a sei mesi senza dover affrontare l’intero iter per il permesso di lavoro. Nel 2024 questo canale ha rappresentato circa la metà delle assunzioni iniziali di cittadini extra-UE, soprattutto nei settori dell’edilizia, della logistica e dell’agricoltura. Le autorità sostengono che l’aumento della tariffa allinea i costi a quelli del percorso più complesso del permesso di lavoro e scoraggerà le reti di frode che sfruttavano il sistema di dichiarazione per il traffico di manodopera a basso costo. I datori di lavoro che hanno presentato dichiarazioni prima del 1° dicembre pagheranno ancora la vecchia tariffa di 100 PLN, mentre per tutte le domande a partire dal 1° dicembre sarà necessario allegare la prova del pagamento di 400 PLN.
Altro cambiamento significativo riguarda la lista delle nazionalità ammesse al percorso semplificato. La Georgia è stata esclusa, lasciando solo Armenia, Bielorussia, Moldavia e Ucraina. I cittadini georgiani già impiegati con dichiarazioni valide potranno continuare fino alla scadenza dell’autorizzazione in corso, ma non potranno essere presentate nuove dichiarazioni per loro. Il governo giustifica la decisione con una revisione basata sui dati relativi ai tassi di permanenza oltre il termine e alle lacune non colmate nel mercato del lavoro; tuttavia, le camere di commercio avvertono che questa scelta penalizzerà i datori di lavoro nei settori dell’ospitalità e della trasformazione alimentare, che facevano affidamento su un flusso costante di lavoratori georgiani.
Le implicazioni pratiche per i datori di lavoro internazionali sono immediate. I team HR devono aggiornare le previsioni di costo e i budget interni, assicurarsi che le domande di dichiarazione includano il nuovo importo di pagamento e rivedere i canali di reclutamento basati sulla nazionalità. Le agenzie di staffing multinazionali dovrebbero informare i clienti che i candidati georgiani ora richiedono il più lungo iter per il permesso di lavoro, che aggiunge da quattro a otto settimane ai tempi di attesa. Le aziende che pianificano assunzioni stagionali di massa nella primavera 2026 sono inoltre invitate a considerare la nuova tariffa più alta nelle offerte economiche e nei margini di progetto.
Guardando al futuro, i consulenti per l’immigrazione prevedono che il governo monitorerà se l’aumento della tariffa ridurrà la domanda o spingerà semplicemente i datori di lavoro verso soluzioni non regolamentate. Una clausola di valutazione a metà 2026 prevista dalla legge consente al ministero di rivedere nuovamente tariffe e liste di Paesi. Per ora, però, la Polonia ha segnalato che la sua ex via rapida a basso costo per i lavoratori stranieri sta entrando in una fase più regolamentata e più costosa.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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