
Il Migration Advisory Committee (MAC) ha pubblicato un modello che mostra come l’aumento della soglia salariale generale per i lavoratori qualificati oltre gli attuali £41.700 potrebbe costare al Tesoro tra £520 milioni e £710 milioni in entrate fiscali a vita per ogni coorte annuale di migranti. I risultati emergono dalla revisione dei requisiti salariali del comitato, pubblicata il 18 dicembre.
I ministri hanno ipotizzato di innalzare la soglia a £52.500 nell’ambito di una strategia per mantenere la migrazione netta sotto le 200.000 unità annue. Il presidente del MAC, il professor Brian Bell, sostiene che una simile misura escluderebbe molti migranti che già pagano più tasse di quanto ricevono in servizi pubblici, compromettendo così gli obiettivi fiscali e di produttività. Il rapporto evidenzia che circa il 40% dei titolari di visto Skilled Worker guadagna il doppio del minimo e che il decile più alto genera da solo il 40% del contributo fiscale totale a vita.
Il comitato raccomanda invece di mantenere la soglia a £41.700, ma di riportare le soglie specifiche per occupazione al 25° percentile della retribuzione (attualmente si trovano alla mediana). Questa soluzione, secondo il MAC, scoraggerebbe comunque il dumping salariale senza escludere i ruoli di livello medio, generando un beneficio fiscale netto aggiuntivo di £660 milioni.
Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: aumenti salariali troppo aggressivi potrebbero ridurre il bacino di candidati in settori critici come tecnologia, ingegneria e assistenza, senza raggiungere gli obiettivi fiscali. I consigli di amministrazione sono invitati a monitorare la reazione del governo – la consultazione si concluderà a gennaio – e a prevedere nei piani di sponsorizzazione per il 2026 almeno la soglia attuale.
L’analisi è politicamente delicata. Il governo laburista è sotto pressione da Reform UK per inasprire l’immigrazione, ma deve anche colmare le lacune di competenze e stabilizzare le finanze pubbliche. L’avvertimento del MAC fornisce ai gruppi di lobby aziendali argomenti quantitativi per sostenere che soglie salariali troppo rigide danneggiano la competitività.
I ministri hanno ipotizzato di innalzare la soglia a £52.500 nell’ambito di una strategia per mantenere la migrazione netta sotto le 200.000 unità annue. Il presidente del MAC, il professor Brian Bell, sostiene che una simile misura escluderebbe molti migranti che già pagano più tasse di quanto ricevono in servizi pubblici, compromettendo così gli obiettivi fiscali e di produttività. Il rapporto evidenzia che circa il 40% dei titolari di visto Skilled Worker guadagna il doppio del minimo e che il decile più alto genera da solo il 40% del contributo fiscale totale a vita.
Il comitato raccomanda invece di mantenere la soglia a £41.700, ma di riportare le soglie specifiche per occupazione al 25° percentile della retribuzione (attualmente si trovano alla mediana). Questa soluzione, secondo il MAC, scoraggerebbe comunque il dumping salariale senza escludere i ruoli di livello medio, generando un beneficio fiscale netto aggiuntivo di £660 milioni.
Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: aumenti salariali troppo aggressivi potrebbero ridurre il bacino di candidati in settori critici come tecnologia, ingegneria e assistenza, senza raggiungere gli obiettivi fiscali. I consigli di amministrazione sono invitati a monitorare la reazione del governo – la consultazione si concluderà a gennaio – e a prevedere nei piani di sponsorizzazione per il 2026 almeno la soglia attuale.
L’analisi è politicamente delicata. Il governo laburista è sotto pressione da Reform UK per inasprire l’immigrazione, ma deve anche colmare le lacune di competenze e stabilizzare le finanze pubbliche. L’avvertimento del MAC fornisce ai gruppi di lobby aziendali argomenti quantitativi per sostenere che soglie salariali troppo rigide danneggiano la competitività.
Fonte: The Economic Times