
Un rapporto del Guardian pubblicato il 22 dicembre dipinge un quadro preoccupante delle tensioni sociali mentre la Polonia si prepara a entrare nel quarto anno di accoglienza per gli ucraini sfollati a causa della guerra. Secondo il sondaggista IPSOS, il sostegno complessivo all’accoglienza dei rifugiati è sceso dal 94% di marzo 2022 al solo 48% di questo mese. L’articolo racconta episodi che vanno dagli insulti verbali a Szczecin fino alla deportazione di ucraini che avevano esposto bandiere nazionaliste durante una partita di calcio.
Gli esperti attribuiscono questa reazione all’ascesa del discorso politico di destra, alla stanchezza economica e alle campagne di disinformazione online che esagerano le frodi ai danni del welfare. Questo cambiamento sta già influenzando le politiche: i comuni di Białystok e Rzeszów hanno reso più rigido l’accesso alle abitazioni sovvenzionate, e il nuovo disegno di legge sul beneficio per i figli legato all’occupazione, approvato questa settimana a Varsavia, riflette pressioni simili da parte dell’opinione pubblica.
Per i professionisti della mobilità globale, il peggioramento del clima sociale può influenzare le strategie di integrazione sia per gli assegnatari ucraini che per quelli non ucraini. Le società di relocation segnalano un aumento delle richieste di briefing su diversità e inclusione prima dell’arrivo. Alcuni team HR stanno inoltre rivedendo i budget per la formazione linguistica, per accelerare l’apprendimento del polacco da parte dei figli a carico.
Il rapporto avverte che un’ostilità incontrollata potrebbe spingere i lavoratori ucraini qualificati — oggi oltre 250.000 nei settori IT e manifatturiero in Polonia — a migrare verso Germania o paesi nordici, aggravando la carenza di manodopera. Le aziende che dipendono dal talento ucraino potrebbero quindi dover rafforzare gli incentivi alla permanenza e monitorare la situazione politica nelle città ospitanti.
I gruppi della società civile invitano i datori di lavoro ad adottare politiche di tolleranza zero contro la discriminazione sul lavoro e a rendere noti i canali interni per le segnalazioni. Questo non solo sostiene i dipendenti coinvolti, ma aiuta anche le organizzazioni a rispettare le leggi polacche in evoluzione contro i discorsi d’odio.
Gli esperti attribuiscono questa reazione all’ascesa del discorso politico di destra, alla stanchezza economica e alle campagne di disinformazione online che esagerano le frodi ai danni del welfare. Questo cambiamento sta già influenzando le politiche: i comuni di Białystok e Rzeszów hanno reso più rigido l’accesso alle abitazioni sovvenzionate, e il nuovo disegno di legge sul beneficio per i figli legato all’occupazione, approvato questa settimana a Varsavia, riflette pressioni simili da parte dell’opinione pubblica.
Per i professionisti della mobilità globale, il peggioramento del clima sociale può influenzare le strategie di integrazione sia per gli assegnatari ucraini che per quelli non ucraini. Le società di relocation segnalano un aumento delle richieste di briefing su diversità e inclusione prima dell’arrivo. Alcuni team HR stanno inoltre rivedendo i budget per la formazione linguistica, per accelerare l’apprendimento del polacco da parte dei figli a carico.
Il rapporto avverte che un’ostilità incontrollata potrebbe spingere i lavoratori ucraini qualificati — oggi oltre 250.000 nei settori IT e manifatturiero in Polonia — a migrare verso Germania o paesi nordici, aggravando la carenza di manodopera. Le aziende che dipendono dal talento ucraino potrebbero quindi dover rafforzare gli incentivi alla permanenza e monitorare la situazione politica nelle città ospitanti.
I gruppi della società civile invitano i datori di lavoro ad adottare politiche di tolleranza zero contro la discriminazione sul lavoro e a rendere noti i canali interni per le segnalazioni. Questo non solo sostiene i dipendenti coinvolti, ma aiuta anche le organizzazioni a rispettare le leggi polacche in evoluzione contro i discorsi d’odio.
Fonte: The Guardian