
In una seduta notturna del 22 dicembre, il Sejm ha approvato una legge rivista sul welfare che rende il pagamento continuativo dell’assegno per i figli “800+” condizionato al possesso di un impiego formale. Il testo di compromesso, elaborato dopo che il presidente Karol Nawrocki aveva posto il veto al progetto originale a settembre, riguarda circa 420.000 famiglie straniere, di cui due terzi ucraine.
Le modifiche principali prevedono controlli mensili da parte dell’Istituto di Previdenza Sociale (ZUS) per verificare che i beneficiari siano ancora registrati come lavoratori e residenti in Polonia. I genitori di bambini con disabilità sono esentati, mentre i rifugiati ucraini mantengono il diritto di soggiorno legale almeno fino al 4 marzo 2026. Il disegno di legge passa ora al Senato, ma si prevede l’approvazione entro fine anno, lasciando poco tempo ai team HR per aggiornare le procedure di payroll.
Per le multinazionali, la normativa potrebbe incentivare la partecipazione al mercato del lavoro dei coniugi dei dipendenti trasferiti, ma aumenta anche le responsabilità di compliance. La mancata registrazione tempestiva del contratto di lavoro potrebbe privare le famiglie di 188 euro al mese per ogni figlio, complicando i calcoli dei costi di vita nei pacchetti di assegnazione.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di rilasciare certificati di lavoro bilingue e di conservare copie digitali accessibili tramite il portale praca.gov.pl, lo stesso sistema usato per le richieste di permessi di lavoro. I dipendenti in arrivo nel primo trimestre 2026 dovrebbero essere informati della nuova norma per prenotare rapidamente appuntamenti per il PESEL e ottenere un profilo affidabile (Profil Zaufany).
Sul piano politico, la mossa segna il passaggio di Varsavia da un sostegno generalizzato ai rifugiati a un modello basato sul contributo, allineando la Polonia a riforme simili in Germania e Paesi Bassi. Gli osservatori prevedono ulteriori restrizioni, come il possibile legame tra accesso all’assistenza sanitaria pubblica e pagamento delle tasse, dopo le elezioni locali di aprile.
Le modifiche principali prevedono controlli mensili da parte dell’Istituto di Previdenza Sociale (ZUS) per verificare che i beneficiari siano ancora registrati come lavoratori e residenti in Polonia. I genitori di bambini con disabilità sono esentati, mentre i rifugiati ucraini mantengono il diritto di soggiorno legale almeno fino al 4 marzo 2026. Il disegno di legge passa ora al Senato, ma si prevede l’approvazione entro fine anno, lasciando poco tempo ai team HR per aggiornare le procedure di payroll.
Per le multinazionali, la normativa potrebbe incentivare la partecipazione al mercato del lavoro dei coniugi dei dipendenti trasferiti, ma aumenta anche le responsabilità di compliance. La mancata registrazione tempestiva del contratto di lavoro potrebbe privare le famiglie di 188 euro al mese per ogni figlio, complicando i calcoli dei costi di vita nei pacchetti di assegnazione.
I consulenti per l’immigrazione raccomandano alle aziende di rilasciare certificati di lavoro bilingue e di conservare copie digitali accessibili tramite il portale praca.gov.pl, lo stesso sistema usato per le richieste di permessi di lavoro. I dipendenti in arrivo nel primo trimestre 2026 dovrebbero essere informati della nuova norma per prenotare rapidamente appuntamenti per il PESEL e ottenere un profilo affidabile (Profil Zaufany).
Sul piano politico, la mossa segna il passaggio di Varsavia da un sostegno generalizzato ai rifugiati a un modello basato sul contributo, allineando la Polonia a riforme simili in Germania e Paesi Bassi. Gli osservatori prevedono ulteriori restrizioni, come il possibile legame tra accesso all’assistenza sanitaria pubblica e pagamento delle tasse, dopo le elezioni locali di aprile.
Fonte: Ukrinform / TVP World