
Un caso allarmante riportato sabato racconta di un ingegnere informatico indiano che, volato in patria il 2 novembre per un’emergenza medica familiare, ha ricevuto il 15 dicembre un’email dal Dipartimento di Stato USA che revocava senza spiegazioni il suo visto H-1B. L’avviso gli ordinava di richiedere un nuovo visto prima di rientrare, lasciandolo di fatto bloccato in India nonostante un biglietto di ritorno confermato per il 23 dicembre. Gruppi della comunità segnalano che almeno 37 titolari di visto H-1B indiani hanno ricevuto avvisi simili nel corso del mese.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i funzionari consolari possono revocare i visti se ritengono che il titolare non sia più idoneo, ma revoche di massa senza motivazioni sono rare. Molti destinatari avevano una storia migratoria impeccabile e un impiego attivo. Voci indicano una revisione delle politiche rivolta a datori di lavoro segnalati per precedenti violazioni, ma gli avvisi non menzionano alcuna colpa da parte dei datori.
L’episodio sta generando ansia tra oltre un milione di indiani con visti di lavoro temporanei negli USA. I forum di viaggio ora consigliano di posticipare i viaggi all’estero a meno che non siano “essenziali”. I dipartimenti HR delle multinazionali tecnologiche stanno correndo a mappare i viaggi dei dipendenti e a elaborare piani di emergenza — come opzioni di lavoro da remoto dall’India o dal Messico — per chi rischia di rimanere bloccato fuori dagli Stati Uniti.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti coinvolti sull’importanza di documentare i legami con il lavoro negli USA (buste paga, lettere dei clienti) e incoraggiare l’iscrizione al programma STEP dell’ambasciata locale. Gli avvocati consigliano inoltre di presentare una “Richiesta di Riesame” entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso di revoca per evitare l’annullamento automatico della petizione sottostante.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i funzionari consolari possono revocare i visti se ritengono che il titolare non sia più idoneo, ma revoche di massa senza motivazioni sono rare. Molti destinatari avevano una storia migratoria impeccabile e un impiego attivo. Voci indicano una revisione delle politiche rivolta a datori di lavoro segnalati per precedenti violazioni, ma gli avvisi non menzionano alcuna colpa da parte dei datori.
L’episodio sta generando ansia tra oltre un milione di indiani con visti di lavoro temporanei negli USA. I forum di viaggio ora consigliano di posticipare i viaggi all’estero a meno che non siano “essenziali”. I dipartimenti HR delle multinazionali tecnologiche stanno correndo a mappare i viaggi dei dipendenti e a elaborare piani di emergenza — come opzioni di lavoro da remoto dall’India o dal Messico — per chi rischia di rimanere bloccato fuori dagli Stati Uniti.
I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero informare i dipendenti coinvolti sull’importanza di documentare i legami con il lavoro negli USA (buste paga, lettere dei clienti) e incoraggiare l’iscrizione al programma STEP dell’ambasciata locale. Gli avvocati consigliano inoltre di presentare una “Richiesta di Riesame” entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso di revoca per evitare l’annullamento automatico della petizione sottostante.
Fonte: The Times of India